PALERMO – Partirono in tanti, ne sono arrivati appena dodici. Si ridimensiona drasticamente il piano di reclutamento del Comune, costretto a frenare improvvisamente sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Il programma iniziale, che prevedeva l’ingresso di 42 nuovi funzionari, è stato ufficialmente accantonato dalla Giunta, che ha deliberato il via libera alle selezioni pubbliche per appena 12 posizioni.
Il cambio di rotta riguarda profili amministrativi, contabili, tecnici e un capo redattore, ed è il risultato di un profondo cortocircuito contabile e organizzativo.
Pre-dissesto ed economie da turn-over: il cortocircuito
Alla base della sforbiciata al Piano del fabbisogno del personale 2026-2028, approvato nell’ultima seduta dell’esecutivo, ci sono le rigide regole legate allo stato di pre-dissesto dell’Ente e al relativo Piano di riequilibrio. L’amministrazione può infatti procedere a nuove assunzioni attingendo esclusivamente alle cosiddette “economie da turn-over”: ogni nuovo stipendio deve essere cioè interamente coperto dai risparmi lasciati dai dipendenti posti in quiescenza.
Un meccanismo che si è bloccato nei mesi scorsi:
- Permanenza in servizio: Decine di funzionari anziani non sono andati in pensione come programmato, alcuni perché trattenuti dall’amministrazione per garantire la continuità operativa degli uffici, altri per il mancato raggiungimento dei requisiti contributivi.
- Nota della Ragioneria: Proseguendo l’erogazione degli stipendi a chi avrebbe dovuto uscire, la Ragioneria Generale ha certificato in una nota riservata un costo imprevisto di oltre 1,5 milioni di euro, azzerando il “tesoretto” destinato ai concorsi.
Proroghe per lo staff e la dirigenza apicale
Accanto al blocco dei pensionamenti, a pesare sulla ridimensionata mappa del personale vi è la scelta di confermare gli assetti apicali dell’amministrazione.
La Giunta ha infatti deliberato la proroga, fino alla fine del mandato del sindaco, degli incarichi a tempo determinato relativi al Direttore Generale, a venti dirigenti esterni e al personale di staff dell’ufficio di gabinetto. Una voce di spesa dal peso di oltre 700 mila euro all’anno, finanziata attingendo proprio alle medesime risorse del turn-over che avrebbero dovuto garantire i concorsi per i funzionari.
Anche per il 2026 la linea resta di estrema prudenza: a fronte di cinque posti da dirigente precedentemente ipotizzati, verrà bandito un solo concorso pubblico, mentre le restanti vacanze organiche saranno coperte attingendo a graduatorie interne o di altri enti locali.
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