ROMA / SALUTE & SOCIETÀ – È tempo di riassestare gli orologi. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, scatterà ufficialmente il ritorno all’ora solare. Alle ore 3:00 del mattino le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, riposizionandosi sulle 2:00.
Un passaggio che regalerà un’ora in più di sonno potenziale durante il fine settimana, ma che richiede qualche attenzione per evitare ripercussioni sul benessere psicofisico e sui ritmi circadiani.
Dispositivi elettronici e orologi: come regolarsi
La maggior parte degli smartphone, tablet, computer e smartwatch correttamente connessi alla rete si aggiornerà in autonomia. L’intervento manuale sarà invece necessario per:
- Orologi da parete e da polso di tipo analogico (non radiocontrollati).
- Display di elettrodomestici, sveglie tradizionali e quadri strumenti delle automobili.
Consiglio utile: Evitare di modificare manualmente l’ora sui telefoni cellulari prima del passaggio per non incorrere nel rischio di un doppio aggiornamento automatico.
Meno luce la sera, ma la durata del giorno non cambia
Spostare le lancette non riduce la durata complessiva dell’irraggiamento solare, ma ne sposta la percezione oraria. Con l’ora solare, il sole sorgerà e tramonterà un’ora prima: le mattinate saranno più luminose, mentre il buio sopraggiungerà anticipatamente nel tardo pomeriggio.
La riduzione graduale della luce naturale resta un fenomeno legato al ciclo delle stagioni autunnali e non alla regolazione convenzionale degli orologi. La luce solare rappresenta il principale “sincronizzatore” del nostro sistema circadiano, l’orologio interno che regola l’alternanza tra veglia e sonno.
Gli effetti biologici: un piccolo “jet lag” autunnale
Nonostante l’ora guadagnata, il corpo umano non si adatta istantaneamente ai nuovi orari. Come spiegato dal neurologo Luigi Ferini-Strambi, la variazione può provocare un temporaneo disallineamento biologico equiparabile a un micro jet lag, manifestandosi con:
- Lievi episodi di sonnolenza diurna o stanchezza.
- Irritabilità e minime oscillazioni dell’umore nei giorni immediatamente successivi.
La posizione dell’American Academy of Sleep Medicine evidenzia come l’ora solare (standard) sia biologicamente più allineata ai ritmi naturali del corpo umano rispetto all’ora legale.
Le regole per proteggere il riposo
Per limitare i disagi, gli esperti del NIOSH (l’Istituto statunitense per la sicurezza e la salute sul lavoro) consigliano di adottare buone pratiche di igiene del sonno:
- Mantenere la regolarità: Evitare di andare a letto eccessivamente tardi sfruttando l’ora aggiuntiva.
- Ambiente idoneo: Garantire nella stanza da letto una temperatura fresca e l’assenza di rumori o fonti luminose disturbanti.
- Prudenza alla guida: Presta attenzione ai colpi di sonno e alla stanchezza se ci si mette al volante nelle prime giornate successive al cambio.
Quando tornerà l’ora legale? Lo stato sull’abolizione nell’UE
Il ritorno all’ora legale è già programmato per la notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando le lancette torneranno a scorrere avanti di un’ora.
Nonostante il dibattito aperto dal 2018 in sede di Commissione Europea sull’eventuale abolizione dei cambi d’ora stagionali, il Consiglio dell’Unione Europea conferma che, in assenza di un accordo definitivo tra i Paesi membri, il sistema dell’alternanza biennale resta ufficialmente in vigore almeno fino al periodo 2027-2031.
