Our website use cookies to improve and personalize your experience and to display advertisements(if any). Our website may also include cookies from third parties like Google Adsense, Google Analytics, Youtube. By using the website, you consent to the use of cookies. We have updated our Privacy Policy. Please click on the button to check our Privacy Policy.

Gela, Rsa: gestione illegale e omicidio colposo,chiesti 2 processi

%” height=”240″ />

Gela, 8 ottobre 2021 – La Procura di Gela ha chiuso due inchieste sulla gestione di case di riposo e centri di accoglienza gestiti dalla stessa persona e avanzato le richieste di rinvio a giudizio tenendo i fascicoli separati. A conclusione di indagini del locale commissariato di polizia il procuratore Ferdinando Asaro ha chiesto il processo per l’amministratore unico del consorzio di cooperative sociali ‘Progetto vita’ e di altre dieci persone per associazione per delinquere, esercizio abusivo della professione sanitaria e maltrattamenti ad anziani e disabili.

Il legale rappresentante è anche accusato di avere gestito l’attività illecita in case di riposo e centri di accoglienza per disabili mentali a Butera, Niscemi, Pietraperzia, San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari. Per il Procuratore Ferdinando Asaro avrebbe “impiegato personale non qualificato e favorito la perpetrazione le condotte criminose contestate fine all’aprile 2019”. Gli accertamenti espletati, ricostruisce l’accusa, “hanno consentito di ricostruire lesioni personali gravi e gravissime verificatesi nei confronti di ricoverati nelle strutture” al centro dell’inchiesta. Nei confronti dello stesso amministratore unico e di altre cinque persone, compresa una donna indagata anche nell’altra inchiesta, nell’ambito di altro procedimento penale, è stato richiesto inoltre il rinvio a giudizio per omicidio colposo per “avere cagionato la morte di un ospite della casa di riposo denominata “Le Viole residence per anziani” sita nel comune di Butera”. Secondo la Procura di Gela “gli imputati , contravvenendo alle doverose cautele dettate dalle prestazioni di tipo assistenziale e di carattere infermieristico e riabilitativo, agendo con negligenza, imprudenza e imperizia, cagionavano la morte dell’ ospite, per imperizia per avere omesso di richiedere tempestivamente l’intervento di personale medico per le cure del caso”. 

By Redazione

Related Posts