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Frana ad Abbadia Lariana: allarme sicurezza sulla Statale 36 in vista delle Olimpiadi 2026

L’Associazione Italiana di Geologia Applicata richiama l’urgenza di prevenzione e monitoraggio sulla costa lariana

Solo il pronto intervento del macchinista e dei vigili del fuoco ha evitato la tragedia quando, nei giorni scorsi, un enorme masso si è staccato dal versante montano sopra Abbadia Lariana precipitando sui binari ferroviari e poi sulla Statale 36. Un episodio che riporta l’attenzione sulla fragilità della Costiera Lariana, area strategica per i collegamenti verso le località delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

“La Statale 36 e la linea ferroviaria lungo la costa lariana saranno vie di comunicazione cruciali durante i Giochi – dichiara Monica Papini, presidente dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata e docente al Politecnico di Milano –. Da Lecco a Colico i versanti sono caratterizzati da fratture e blocchi di roccia in equilibrio precario. La combinazione tra pendenze elevate e fenomeni di gelo-disgelo può determinare distacchi improvvisi”.

Papini sottolinea come, nonostante sia difficile prevedere il punto e il momento esatto di un crollo, le nuove tecnologie di monitoraggio possano rappresentare una svolta: “Sistemi basati su rumore ambientale ed emissioni acustiche consentono di rilevare l’evoluzione dei versanti anche senza segnali evidenti. Sono metodi meno invasivi ed economici, ma è necessario investirvi su larga scala”.

Proprio sul territorio lariano sta prendendo avvio Twinfall, progetto che affronta i rischi legati a frane e colate detritiche nelle Prealpi lombarde, in collaborazione con CNR e i comuni di Abbadia Lariana, Ballabio, Lecco e Mandello del Lario. Obiettivo: creare modelli digitali predittivi (“digital twin”) per migliorare la pianificazione territoriale e le misure di mitigazione.

“La frana di Abbadia Lariana – conclude Papini – è un campanello d’allarme che ribadisce l’importanza di ricerca, prevenzione e monitoraggio costante per garantire la sicurezza di cittadini e infrastrutture in un territorio tanto bello quanto fragile.”

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