SIRACUSA, 9 agosto 2026 – Ancora una volta l’Etna paralizza l’aeroporto di Catania-Fontanarossa. Arrivi sospesi il 7 agosto fino a sera, nuovo stop nella mattinata dell’8 agosto, dopo che a inizio luglio lo scalo era rimasto completamente chiuso con 188 voli cancellati in un solo giorno. Secondo ricostruzioni di stampa, dal 2020 a oggi i blocchi legati all’attività vulcanica sarebbero oltre settanta.
CNA Siracusa non ci sta più e lancia un appello alle istituzioni: serve un Piano Straordinario per gestire un fenomeno ormai ricorrente che non può più essere affrontato come un’emergenza eccezionale.
“OGNI CHIUSURA SI SCARICA SU IMPRESE E LAVORATORI”
«Ogni chiusura, anche di poche ore, si scarica sulle imprese e sui lavoratori del territorio: voli dirottati, tariffe che schizzano sui collegamenti residui, prenotazioni perse nel cuore della stagione, trasferimenti riorganizzati all’ultimo momento», dichiara la Presidente di CNA Siracusa Rosanna Magnano.
«Un fenomeno così ricorrente non può essere affrontato ogni volta come se fosse un fatto eccezionale. Serve un sistema di risposta già pronto prima dell’emergenza».
UNA PROPOSTA SU TRE LIVELLI: NOTA TECNICA A REGIONE, ENAC E SAC
Per questo CNA Siracusa sta inviando alle istituzioni competenti – Regione Siciliana, ENAC e SAC – una nota tecnica con una proposta articolata su tre livelli operativi.
1. PIANO STRAORDINARIO: TRASPORTI SOSTITUTIVI AUTOMATICI
Il primo livello prevede l’istituzionalizzazione di un vero “Piano Straordinario”, sul modello di altri piani emergenziali connessi a eventi naturali. In concreto:
- Accordi già sottoscritti con Trenitalia e operatori bus che facciano scattare in automatico treni e pullman sostitutivi entro tempi certi dall’allerta
- Informazione in tempo reale ai passeggeri
- Procedure di rimborso rapide
- Monitoraggio degli aumenti tariffari nei giorni di crisi
2. COMISO: POTENZIARE LA CAPACITÀ PASSEGGERI, NON SOLO IL CARGO
Il secondo livello riguarda l’aeroporto di Comiso, che il Piano Nazionale degli Aeroporti indica già come scalo alternativo di Catania per i casi di attività vulcanica e che dispone di un piano di sviluppo da 47 milioni di euro di fondi pubblici.
«La verifica che abbiamo condotto dice una cosa chiara: la pista di Comiso potrebbe già accogliere gran parte degli aerei dirottati da Catania, ma il terminal può gestire poche centinaia di passeggeri l’ora, troppo pochi per un dirottamento di massa», spiega il Segretario Territoriale Gianpaolo Miceli.
«Chiediamo alle amministrazioni di attivarsi affinché, nell’ambito delle risorse già stanziate, sia possibile dare priorità agli interventi sulla capacità passeggeri rispetto all’area cargo, nel rispetto delle regole di programmazione. È la capacità passeggeri a fare di Comiso una valvola di sfogo reale».
3. TECNOLOGIA: CHIUSURE MIRATE, NON BLOCCO TOTALE
Il terzo livello è tecnologico: consolidare la prassi applicata in questi giorni, con la chiusura dei soli settori di spazio aereo interessati dalla nube anziché il blocco totale dello scalo, integrando i dati dell’INGV in tempo reale nei sistemi di ENAV e SAC.
NUOVO AEROPORTO IN SICILIA CENTRALE? “DISCUSSIONE LEGITTIMA, MA NON È LA RISPOSTA DI OGGI”
Quanto all’ipotesi, rilanciata in questi giorni, di un nuovo aeroporto nella Sicilia centrale, la posizione dell’associazione è netta ma non liquidatoria:
«È una discussione di lungo periodo legittima, che va condotta su basi tecniche e non sull’onda delle emergenze. Ma non è una risposta al problema di oggi e non può giustificare rinvii delle misure attivabili subito», conclude Magnano.
DISPONIBILITÀ AL CONFRONTO TECNICO
CNA Siracusa, con le proprie federazioni di settore, si è dichiarata disponibile a un confronto tecnico con SAC, ENAC e Regione Siciliana per la definizione di un piano operativo condiviso.
Un appello concreto, documentato e urgente per trasformare l’emergenza ricorrente in gestione programmata.
