Fdi: “Il Comune espone 212 mln di crediti da incassare”

Il Comune espone oltre 212 milioni di crediti da incassare, ma nello stesso tempo accantona 154 milioni nel fondo crediti di dubbia esigibilità. È lo stesso ente a riconoscere che una quota significativa di queste somme è incerta e potrebbe non essere recuperata. In vista della seduta consiliare sul rendiconto 2025, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia accende i riflettori su presunte criticità dei conti comunali e anticipa il proprio voto contrario. Il rendiconto chiude con un disavanzo di oltre 5,5 milioni di euro, gestito attraverso un piano di rientro che si estende fino al 2044, frutto di scelte pregresse.

La questione è stata sollevata dai consiglieri comunali di Fdi, Paolo Cavallaro e Paolo Romano, i quali sostengono che “Il nodo principale resta la capacità di riscossione”. Il quadro diventa ancora più evidente guardando alle entrate tributarie.
Per la TARI risultano non incassati: circa 7,8 milioni nel 2020, 7,9 milioni nel 2021, quasi 10 milioni nel 2022, oltre 10,6 milioni nel 2023, più di 11,4 milioni nel 2024.

“Solo per la TARI -affermano i due consiglieri – negli ultimi anni risultano quasi 50 milioni di euro non riscossi, con importi che aumentano ogni anno. Un dato che, oltre alla dimensione economica, evidenzia una difficoltà strutturale nella capacità di riscossione dell’ente”.

A questi si aggiungono residui IMU per importi superiori ai 5 milioni annui. Solo per alcune annualità pregresse, tra il 2015 e il 2018, risultano ancora da riscuotere oltre 21 milioni di euro di IMU. E si tratta solo di una parte delle annualità: un dato che dimostra come il problema della riscossione sia strutturale e non episodico.

Il rendiconto evidenzia oltre 34 milioni di entrate rinviate e oltre 62 milioni di spese spostate agli anni successivi. Non si tratta di episodi isolati, ma di una modalità di gestione che rinvia nel tempo ciò che non si riesce a realizzare. Sul piano della gestione finanziaria, i dati mostrano circa 179 milioni di incassi e oltre 114 milioni di spesa corrente, con voci significative come i 32 milioni per il servizio rifiuti e oltre 8 milioni di entrate da sanzioni.

Anche il sistema dei servizi pubblici evidenzia squilibri, con un disavanzo di oltre 2,3 milioni, mentre alcune attività risultano in utile. Dal punto di vista economico e patrimoniale, il rendiconto registra un utile di circa 566 mila euro, ma evidenzia allo stesso tempo una riserva negativa di quasi 96 milioni, a conferma di una fragilità strutturale. A ciò si aggiungono oltre 20 milioni di passività potenziali legate al contenzioso, che rappresentano un ulteriore elemento di rischio per gli equilibri futuri.

Nel solo 2025 il Comune ha accantonato circa 15 milioni di euro per far fronte a rischi e possibili debiti futuri, tra contenziosi, adeguamenti contrattuali e criticità legate anche al PNRR.

“Il rendiconto 2025 – dicono Cavallaro e Romano – non racconta un equilibrio strutturale, ma una gestione che continua a reggersi su crediti incerti, rinvii e criticità non risolte”.

By Francesco Nania

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