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Floridia, Centro Antiviolenza: “Dateci una sede, non sovrapponete servizi”

Il presidente Sanzaro dopo l'incontro del 25 giugno: "Siamo già attivi e riconosciuti dall'UNAR. Bene l'attenzione dell'Ente, ma chiediamo un tavolo concreto per evitare sovrapposizioni e ottenere finalmente una sede adeguata."

FLORIDIA – Il Centro Antiviolenza locale è già operativo, riconosciuto istituzionalmente e radicato sul territorio. Per questo chiede collaborazione, non sovrapposizioni. A tre giorni dall’incontro pubblico “Una rivoluzione chiamata consenso” (25 giugno, Aula Consiliare), il presidente Cristina Sanzaro interviene per fare chiarezza e rilanciare la proposta di un tavolo di confronto con l’Amministrazione comunale.

Sportello o Centro? “Sono due cose diverse”

Durante il dibattito, l’assessore alle Politiche Sociali Marieve Paparella ha annunciato l’intenzione di aprire uno sportello antiviolenza nel territorio comunale. «Desideriamo chiarire che, se l’obiettivo è il contrasto alla violenza di genere, il Centro Antiviolenza a Floridia è già presente, istituzionalmente riconosciuto, operativo e pienamente attivo», precisa Sanzaro.

Il CAV floridiano vanta una solida esperienza sul campo: è regolarmente iscritto all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e negli anni ha promosso numerosi progetti concreti a supporto della comunità. Tra le attività principali spicca la storica collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Salvatore Quasimodo”, in prima linea per educare le giovani generazioni alla cultura del rispetto e della non violenza.

Anni di attività in locali privati

«La complessa e costante attività viene portata avanti con dedizione quotidiana nonostante le forti difficoltà logistiche», spiega il presidente. Il nodo è chiaro: l’Ente comunale non ha mai messo a disposizione locali pubblici per lo svolgimento delle attività. «Il Centro è costretto ad operare all’interno di locali privati, facendosi carico autonomamente della gestione degli spazi pur di non far mancare il supporto alle donne della nostra cittadinanza».

“Non frammentare i servizi, valorizziamo chi c’è”

Proprio in virtù di questo percorso consolidato, il CAV auspica che non si crei un’inutile frammentazione dei servizi. «Un semplice “sportello” informativo e un “Centro Antiviolenza” strutturato rispondono a criteri normativi e operativi profondamente differenti», sottolinea Sanzaro. «Per questa ragione, riteniamo che la strada corretta sia quella di valorizzare, sostenere e integrare le realtà attive, specializzate e già radicate sul territorio, piuttosto che sovrapporre nuovi progetti».

La proposta: un tavolo di confronto per una sede pubblica

Il Centro Antiviolenza di Floridia rinnova la propria totale disponibilità a collaborare con l’Amministrazione Comunale, augurandosi che l’annuncio possa tradursi nell’apertura di un tavolo di confronto concreto per dare finalmente stabilità e assegnare una sede pubblica adeguata a un servizio che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità.

«Ritengo particolarmente significativo che il nostro Ente Locale abbia finalmente ricordato che esiste da anni questa emergenza», conclude Sanzaro. «Siamo certi che “fare rete” significhi non lasciare che il nostro Centro affronti in silenzio e da solo l’emergenza “femminicidio”, questa dilagante piaga che colpisce sempre più donne vicine a noi. Ad oggi abbiamo lavorato contando soltanto sulle nostre forze. Cogliamo il vostro appello: siamo presenti, attive e pronte a collaborare».

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