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Federico Campisano: il “beato” dimenticato da Siracusa

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Siracusa, terra di santità, custodisce nella propria storia figure di fede che hanno segnato profondamente la tradizione religiosa della città. Qui santa Lucia ha versato il suo sangue e qui, secoli dopo, la devozione popolare ha riconosciuto nelle lacrime di Maria un segno di forte spiritualità. In questo solco si inserisce anche la figura del Beato Federico Campisano, commemorato il 2 agosto, definito il “quasi santo” dimenticato dalla città che gli diede i natali.

Federico Campisano nacque a Siracusa, tra il 1250 e il 1260, da una nobile famiglia cittadina. Sin dalla giovinezza mostrò una profonda inclinazione religiosa, attratto dall’ascolto della Parola di Dio e da una vita orientata alla preghiera e alla penitenza. Appena ne ebbe la possibilità, scelse di vestire l’abito francescano come penitente, probabilmente come Terziario, rinunciando alle ricchezze e alla vita agiata legata alla sua condizione familiare.

La sua scelta spirituale lo condusse lontano dal centro abitato, nella Penisola della Maddalena, allora zona isolata e distante dalla città. Proprio lì, probabilmente nei pressi di una piccola chiesa intitolata alla Santa, Federico visse da eremita, in solitudine e totale affidamento alla volontà di Dio.

La tradizione tramanda una vita segnata da virtù e da numerosi eventi ritenuti miracolosi. Al Beato Federico vengono attribuite liberazioni di ossessi dal demonio, guarigioni e persino la risuscitazione di un morto. Tra i doni spirituali riconosciuti alla sua figura vi fu anche quello della profezia, elemento che contribuì ad alimentare, nei secoli, la fama di santità attorno al suo nome.

Il 2 agosto 1335 Federico Campisano morì. Secondo la tradizione, nello stesso momento della sua morte, le campane di tutte le chiese di Siracusa iniziarono a suonare senza intervento umano, segno interpretato dal popolo come manifestazione straordinaria della sua santità.

La memoria del Beato, tuttavia, con il passare dei secoli è rimasta ai margini della devozione cittadina. Un silenzio interrotto in modo significativo nel 2020, durante gli interventi di restauro nel Duomo di Siracusa, quando venne rinvenuta la cassa contenente le sue ossa.

Su disposizione del vescovo Salvatore Pappalardo, i resti furono sottoposti a ricognizione e ad accertamento di autenticità. Successivamente vennero collocati in modo definitivo sotto l’altare della cappella della Madonna della Neve, all’interno della chiesa cattedrale di Siracusa.

La figura del Beato Federico Campisano resta così legata alla storia spirituale della città: un uomo di Dio nato in una famiglia nobile, divenuto penitente francescano ed eremita, venerato per una vita di virtù, miracoli e profezia. Una memoria che Siracusa conserva nel cuore della sua cattedrale, ma che attende ancora di essere pienamente riscoperta dalla comunità cittadina.

Autore: Salvatore Bisicchia

Salvatore BISICCHIA 

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