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Caccia: il Tar sospende la pre apertura in Sicilia

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Una svolta decisiva per la tutela dell’avifauna in Sicilia arriva direttamente dalle aule di giustizia amministrativa. Il TAR Sicilia, con un’ordinanza cautelare emessa il 27 luglio, ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione Nazionale PRO NATURA (di cui fa parte NATURA SICULA) e dalla LEAL, sostenute da CABSE Green Impact, disponendo la sospensione del calendario venatorio regionale e bloccando di fatto la preapertura della caccia tradizionalmente fissata per il primo fine settimana di settembre. Si tratta di un provvedimento di portata storica, poiché la sospensione della preapertura non era mai stata concessa prima, nemmeno all’indomani delle stagioni estive devastate dai vasti incendi che hanno compromesso la flora e la fauna dell’Isola.Al centro della pronuncia dei giudici vi è la salvaguardia di un patrimonio ecologico di valore inestimabile. La Sicilia costituisce infatti uno dei corridoi migratori più strategici dell’intero bacino del Mediterraneo: un vero e proprio ponte naturale attraversato ogni anno da decine di migliaia di rapaci e centinaia di migliaia di altri uccelli in viaggio tra il continente europeo e quello africano. Interrompere la pressione venatoria all’inizio di settembre significa garantire a questo flusso ininterrotto di vita un passaggio sicuro, consentendo alle specie migratorie di attraversare l’Isola senza la minaccia delle doppie doppiette almeno fino al 20 settembre.Il blocco dell’attività venatoria anticipata rappresenta una boccata d’ossigeno in particolare per specie in forte sofferenza demografica. Tra queste spicca la Tortora selvatica (Streptopelia turtur), simbolo dei declini drammatici legati al sovraprelievo venatorio a livello europeo, che la Regione ha continuato per anni a includere tra i prelievi autorizzati ignorando gli allarmi del mondo scientifico. Situazione analoga riguarda l’Allodola (Alauda arvensis), la cui popolazione sul suolo nazionale ha subito un tracollo di circa il 50% nell’arco degli ultimi vent’anni a causa della frammentazione degli habitat e del prelievo insostenibile.Le associazioni ambientaliste sottolineano come l’amministrazione regionale abbia ripetutamente disatteso le indicazioni scientifiche e i pareri vincolanti dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), persistendo nell’inserimento a calendario di specie classificate come vulnerabili. A complicare ulteriormente il quadro normativo ed ecologico vi è l’assenza da ben otto anni del Piano faunistico-venatorio regionale, uno strumento programmatorio fondamentale che la legge prescrive per pianificare la gestione del territorio e garantire l’equilibrio biologico tra le specie e i loro habitat.L’ordinanza odierna, pur avendo natura cautelare in attesa dell’udienza di merito fissata per il 20 ottobre, segna una traiettoria chiara verso un nuovo modello di valorizzazione del territorio. PRO NATURA e LEAL rinnovano l’auspicio che le istituzioni siciliane possano finalmente affrancarsi dalle pressioni dell’ambito venatorio per scommettere sul turismo sostenibile e sul birdwatching. Trasformare la Sicilia in un santuario protetto per l’osservazione dell’avifauna non solo rispetterebbe gli equilibri naturali, ma rappresenterebbe un’opportunità di sviluppo economico moderno, etico e duraturo per le comunità locali.

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