PALERMO – Tensione crescente sul fronte venatorio in Sicilia. Al centro della controversia, le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, Luca Sammartino, che attraverso un video pubblicato sul proprio profilo Facebook ufficiale ha annunciato: “Andiamo avanti nella tutela del diritto dei cacciatori siciliani”.
L’esponente del governo regionale ha comunicato che la Regione Siciliana ha presentato appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa per consentire la preapertura della caccia, sospesa nei giorni scorsi da un’ordinanza del TAR di Palermo che ha bocciato il Calendario venatorio, firmato dallo stesso Sammartino.
LA REPLICA DEL WWF: “PAROLE SCONCERTANTI”
La reazione del WWF Sicilia non si è fatta attendere. L’associazione ambientalista ha definito le parole dell’assessore “sconcertanti e inaccettabili”, sottolineando come sia “gravissimo che per l’Assessore sia prioritario tutelare la lobby delle doppiette estremiste, invece di occuparsi della protezione della natura e della fauna”, valori di rilievo costituzionale che dovrebbero rientrare tra i suoi doveri istituzionali.
Il WWF punta il dito sul tempismo delle dichiarazioni: mentre l’intera Sicilia affronta l’emergenza incendi – con migliaia di ettari di territorio devastati e popolazioni faunistiche decimate – l’assessore concentrerebbe tempo ed energie per soddisfare le richieste dei cacciatori più oltranzisti.
“NON ESISTE UN DIRITTO ALLA CACCIA”
«Da Assessore ed amministratore pubblico avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento super partes, equilibrato, rispettoso almeno delle decisioni dei giudici», dichiara Pietro Ciulla, delegato di WWF Italia per la Sicilia. «Avrebbe dovuto garantire il primario interesse pubblico della tutela della fauna, invece di ricercare il consenso della lobby dei cacciatori».
Ancora più netto Ennio Bonfanti, referente “fauna” del WWF Sicilia: «L’on. Sammartino parla di un “diritto dei cacciatori” che non esiste, perché sparare per divertimento non è un diritto ma è una concessione dello Stato, secondo limiti e prescrizioni. La fauna è un bene comune dei Siciliani e la Regione deve rispettare il diritto comunitario e statale che protegge questo patrimonio collettivo».
RICHIESTA DI SOSPENSIONE SENZA RISPOSTA
L’associazione ambientalista ricorda inoltre di aver inviato nei giorni scorsi una richiesta ufficiale al Presidente della Regione Renato Schifani e allo stesso assessore Sammartino, chiedendo l’applicazione dell’articolo 19 della legge n. 157/1992, che attribuisce alle Regioni il potere di vietare o ridurre l’attività venatoria per motivate ragioni legate alla consistenza faunistica o a particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche.
Ad oggi, la richiesta non ha ricevuto alcuna risposta.
