Dopo i disagi creati dall’Etna ai voli dell’aeroporto di Catania negli ultimi tre giorni, la situazione sembra essere tornata alla normalità anche se l’emergenza non sarebbe rientrata del tutto. A evidenziarlo il Consigliere Comunale di Siracusa Matteo Melfi «Lo scalo – dice Melfi – sta tornando operativo solo parzialmente: alcuni voli continuano a essere dirottati, altri non partiranno e permangono limitazioni operative legate alla presenza di cenere vulcanica e all’attività dell’Etna.
Quanto abbiamo assistito nei giorni scorsi deve lasciarci una riflessione importante. Non possiamo limitarci a superare l’emergenza: dobbiamo chiederci come rendere più forte, resiliente e competitiva la rete aeroportuale della Sicilia orientale».
Il Consigliere solleva la necessità di intervenire sul futuro del sistema aeroportuale della Sicilia orientale e sul ruolo strategico dell’aeroporto di Catania per tutto il territorio. L’allarme dei giorni scorsi non andrebbe ignorato, specie se riguarda non solo l’aeroporto ma anche altri servizi: dal turismo con alberghi, fino alle imprese con lavoratori e migliaia di visitatori.
«Oggi – continua Melfi – lo scalo è tornato parzialmente operativo, ma la situazione non può ancora considerarsi completamente normalizzata. Ci sono voli che continuano a essere dirottati, altri che non partiranno e permangono disagi e incertezze per i passeggeri.
Proprio per questo dobbiamo avere la lucidità di trasformare ciò che sta accadendo in una occasione di programmazione. La politica non può intervenire soltanto quando si verifica un problema: deve essere capace di cogliere e anticipare le esigenze del territorio».
Sac e il suo futuro
Il consigliere Melfi parla anche della SAC, realtà strategica del territorio e sul suo futuro, che andrebbe affrontato con trasparenza e una visione industriale di lungo periodo.
«Non voglio entrare – prosegue Melfi – nella discussione con una posizione ideologica sulle quote. Il punto per me è un altro: qualunque scelta venga fatta deve garantire che gli interessi della Sicilia orientale e, al suo interno, quelli della provincia di Siracusa, siano adeguatamente rappresentati e tutelati».
Un aeroporto a Siracusa: la proposta
Dopo il pensiero sulla Sac, Melfi avanza la proposta di un aeroporto a Siracusa. «Non sto dicendo che domani dobbiamo costruire un aeroporto a Siracusa. Sarebbe irresponsabile affrontare un tema del genere senza studi, numeri e valutazioni tecniche. Sto dicendo che dobbiamo iniziare a capire se questa possibilità possa essere concretamente studiata».
«Per questo ritengo necessario commissionare uno studio di fattibilità serio, indipendente e trasparente, che analizzi tutti gli aspetti: traffico passeggeri, sostenibilità economica, caratteristiche del territorio, collegamenti stradali e ferroviari, sicurezza, compatibilità ambientale, distanze dagli altri scali e potenzialità turistiche ed economiche della provincia. Solo dopo aver messo sul tavolo dati e numeri potremo capire se un aeroporto nel territorio siracusano sia una prospettiva realistica oppure no».
Un progetto, che non va a contrasto con Catania ma, secondo Melfi, potenzierebbe il sistema aeroportuale nella Sicilia orientale e la collaborazione: Catania con grande hub internazionale, Comiso con una propria funzione strategica e Siracusa con un proprio scalo.
Appello alle istituzioni
Il Consigliere chiede al Comune di Siracusa, al Libero Consorzio, alla Regione Siciliana e ai rappresentanti istituzionali del territorio di aprire un confronto sul futuro aeroportuale e capire se c’è il coraggio di pensare all’opportunità proposta: «Se uno studio serio dimostrerà che non ci sono le condizioni tecniche, economiche o ambientali, ne prenderemo atto. Ma se invece emergeranno condizioni favorevoli, allora avremo il dovere di iniziare a progettare».
Melfi conclude ribadendo l’importanza delle infrastrutture da programmare con decenni di anticipo senza aspettare «La prossima eruzione dell’Etna, il prossimo blocco dei voli o la prossima emergenza per tornare a parlarne. Dobbiamo farlo oggi, quando abbiamo ancora il tempo e la lucidità di programmare.
Siracusa deve smettere di chiedersi soltanto cosa arriverà e iniziare a decidere cosa vuole diventare. Il futuro delle nostre infrastrutture non può essere soltanto qualcosa che gli altri decidono per noi: deve diventare una grande sfida territoriale».
