Il 10 agosto per l’aeroporto di Catania e i suoi passeggeri si apre all’insegna di un altro disagio: sospesi gli atterraggi fino alle 17.00.
L’attività esplosiva dell’Etna, al cratere Voragine, prosegue e con essa l’emissione di cenere, la cui dispersione nell’aria ha provocato la chiusura di uno spazio per i voli in arrivo all’aeroporto di Catania.
Nel frattempo, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania comunica che sull’Etna si sta svolgendo “un’intensa e continua attività esplosiva al cratere Voragine, con ricaduta di ‘bombe’ nella zona sommitale e un’abbondante emissione di cenere che si disperde in direzione Sud-Sud-Ovest“
Insieme alla cenere anche varie colate; mentre tra i fronti attivi più avanzati si attestano ad una quota di circa 1.500 metri, alla base della parete nord della valle del Bove, nella zona di monte Rinatu.
Il tremore vulcanico è ancora elevato, pur rimanendo nella parte inferiore della fascia. L’avviso per l’aviazione, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), emesso dall’Ingv, Osservatorio etneo, di Catania resta al livello rosso, il massimo di allerta.
