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Versalis Priolo, CGIL “rischio lavoro sottratto alle imprese storiche del territorio”

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Il piano di riconversione Versalis a Priolo e Ragusa, con le dichiarazioni di soddisfazione da parte della Regione Siciliana e di alcune organizzazioni sindacali non può esimersi da una maggiore trasparenza.

Così, la CGIL interviene riguardo a investimenti, affidamento delle commesse e reali ricadute occupazionali. Ed evidenzia come non sono stati resi noti i criteri con cui vengono assegnati i lavori, né quali imprese siano effettivamente coinvolte nella realizzazione dei nuovi impianti.

L’esperienza del decommissioning – dice Cgil – degli impianti di cracking insegna che gli annunci non bastano. Anche allora venne sostenuto che sarebbe stata garantita la massima attenzione al tessuto produttivo locale. In realtà, una parte significativa delle attività è stata affidata ad aziende esterne, escludendo molte imprese dell’indotto storico del polo petrolchimico siracusano.

Un possibile rischio che si ripete

La Cgil respinge le affermazioni che le imprese locali non sarebbero in grado di rispondere alle esigenze dei cantieri, perché mancherebbero professionalità specializzate. Affermazione che rischia di diventare alibi per giustificare l’affidamento delle lavorazioni ad aziende provenienti da altri territori, penalizzando il sistema produttivo siracusano.

L’indotto del petrolchimico ha costruito negli anni competenze riconosciute a livello nazionale ed internazionale nei settori della manutenzione industriale, della carpenteria, delle costruzioni di impianti, del montaggio meccanico e delle saldature specialistiche.

Competenze, risultato di decenni di grandi realizzazioni industriali che hanno fatto del polo siracusano uno dei principali distretti industriali del Paese. “Ne è testimonianza la straordinaria esperienza realizzata nell’area attrezzata di Punta Cugno, che negli anni Ottanta, con la costruzione di piattaforme petrolifere offshore, arrivo a impiegare circa 2.000 lavoratori metalmeccanici, formando generazioni di saldatori, tubisti, carpentieri, montatori meccanici e gruisti che hanno poi operato nei più importanti siti industriali italiani ed esteri”.

L’esempio di SITECO

La Cgil parla anche dell’azienda SITECO finita nel 2011, quando il blocco delle autorizzazioni regionali per i parchi eolici in Sicilia azzerò completamente gli ordini. “Azienda protagonista nella realizzazione di torri e componenti per il settore eolico che ha dimostrato come il territorio sia in grado di esprimere professionalità di altissimo livello anche nelle filiere della transizione energetica. Per questo sorprende sentire affermare che mancherebbero le competenze necessarie.

Le professionalità oggi richieste nei cantieri di riconversione sono le stesse che il polo industriale siracusano ha formato e impiegato per decenni. Se oggi alcuni profili risultano meno disponibili, è perché migliaia di lavoratrici e lavoratori altamente qualificati sono stati costretti, negli ultimi anni, a trasferirsi verso altri siti italiani o all’estero a causa della progressiva riduzione degli investimenti e della perdita di attività nel territorio”.

Non è accettabile per il sindacato sostenere che il problema sia la mancanza di professionalità locali, specie se serve a “favorire imprese provenienti da altri territori senza aver prima investito nella riqualificazione e valorizzazione dei lavoratori, nel ricambio generazionale e nella valorizzazione di imprese che per decenni hanno garantito la continuità produttiva del petrolchimico”.

La richiesta della Cgil

La CGIL rinnova la richiesta reiterata di un tavolo Ministeriale, dove Eni Versalis deve rendere pubblici gli affidamenti delle principali commesse, indicando:

  • imprese aggiudicatarie
  • criteri adottati nella selezione
  • quota di lavori assegnata alle imprese del territorio
  • ricadute occupazionali previste, sia per i lavoratori diretti sia per quelli dell’indotto.

La transizione industriale – dice Cgil – deve includere imprese e i lavoratori che hanno costruito la storia industriale del territorio. La CGIL continuerà a vigilare affinché gli investimenti annunciati producano lavoro stabile, sviluppo e valorizzazione dell’indotto storico, contrastando ogni processo che favorisca la progressiva esternalizzazione delle attività e l’impoverimento del tessuto produttivo siracusano.

La vera sfida della riconversione sarà quella di costruire nuovi impianti e garantire valore economico, lavoro, patrimonio di competenze: “Versalis sarà credibile solo quando avrà dimostrato, con dati, atti concreti e piena trasparenza, che le opportunità generate dagli investimenti producano una ricaduta positiva sui lavoratori e sul territorio”.

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