Il comparto Sanità verso una nuova svolta retributiva. Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027.
Un contratto che riguarda 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto.
La legge di Bilancio ha destinato al comparto Sanità, a regime dal 1° gennaio 2027, risorse ordinarie pari a 1 miliardo e 537 milioni di euro, con incrementi già previsti a decorrere dal 1° gennaio 2025 e dal 1° gennaio 2026. A queste, si aggiungono altre risorse destinate a specifiche categorie di personale soprattutto infermieristico: 445 milioni di euro per l’indennità di specificità infermieristica; 193 milioni per l’indennità di tutela del malato; 35 milioni per il personale operante nei servizi di pronto soccorso.
Cosa prevede il contratto
L’accordo prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per il personale infermieristico. Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri.
L’ipotesi di accordo sarà trasmessa agli organi di controllo competenti per la certificazione della compatibilità economico-finanziaria, ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 165/2001.
La sottoscrizione definitiva avverrà a esito positivo della procedura, precisa l’Aran che in una nota entra nei dettagli dell’intesa raggiunta. Per quanto riguarda gli arretrati, “l’accordo prevede la corresponsione degli arretrati con decorrenza dal 1° gennaio 2025, che saranno riconosciuti a tutto il personale interessato. Calcolati alla data del 31 ottobre 2026, gli importi medi sono pari a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per il personale infermieristico”.
Le novità previste dall’accordo
Le novità riguardanti l’accordo sono relative all’innovazione, in particolare all’uso dell’AI. Per la prima volta, infatti, è previsto un titolo riservato all’intelligenza artificiale con aziende ed enti che intendono introdurre sistemi di AI o algoritmi automatizzati incidenti sul rapporto di lavoro dovranno fornire al dipendente un’informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cybersicurezza dei sistemi e sulle possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance.
È esclusa ogni decisione esclusivamente automatizzata su atti che producano effetti giuridici o incidono sul rapporto di lavoro, senza un congruo intervento umano. Al dipendente è inoltre garantito il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi utilizzati. Rimangono non delegabili ai sistemi di intelligenza artificiale, la responsabilità dirigenziale e quella dei titolari dei poteri decisionali.
Per l’ordinamento professionale – dice Aran – è prevista la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, e ristruttura il sistema degli incarichi per valorizzare il merito e le competenze specialistiche. Le disposizioni intervengono sulle relazioni sindacali, sulle progressioni economiche e sulle nuove tutele per il benessere dei dipendenti, con permessi specifici per le malattie gravi e misure di sostegno alla genitorialità. Il contratto definisce le modalità del lavoro a distanza e della formazione strategica, confermando la centralità dell’aggiornamento professionale continuo nel settore sanitario“.
