La coltre di fumo dell’incendio alla Riserva Ciane e Saline di Siracusa è evaporata, lasciando danni e quesiti sui responsabili di una zona abbandonata.
L’incendio avvenuto il 30 agosto nella Riserva Naturale pone oltre alla gravità dell’atto doloso anche i riflettori sull’incuria e mancata sorveglianza. Secondo Europa Verde, infatti, andrebbero accertate le responsabilità politiche che hanno trasformato la riserva da polmone verde a discarica di rifiuti, abusi edilizi e ambientali.
Tempo ed energie, dunque, da destinare alla salvaguardia del patrimonio naturalistico del territorio. E la richiesta dell’uso di fondi in modo oculato oltre “riconoscendo le vere e più importanti necessità di cui la Riserva ha immediatamente bisogno, si dirottino risorse economiche da capitoli di spesa meno importanti e si finalizzino alla protezione della Riserva. Si inverti l’andazzo che ha contraddistinto la conduzione della Riserva in questi ultimi anni adottando un modello gestionale più efficiente ed efficace“.
Ultimo abbandono nella Riserva a maggio
Nel mese di maggio, già, l’ultimo caso di abbandono all’interno della Riserva naturale orientata Ciane-Saline di Siracusa: lastre di eternit. Ritrovate lungo un sentiero in contrada Testa di Pisima, a circa 3km dal perimetro proprio della Riserva. Lastre che presentavano fessurazioni e rotture pericolose per il rilascio di fibre di amianto.
La cui rimozione ha posto l’ipotesi di intervento con fondi pubblici.
