A dieci anni dalla sua scomparsa, Lentini rende omaggio a Severino Santiapichi, magistrato, scrittore e servitore dello Stato, ricordato come il “giudice gentiluomo”. L’iniziativa, patrocinata dalla Città di Lentini e organizzata dall’Associazione Amici di Giovanni Falcone di Lentini, celebra una figura che ha lasciato un segno profondo nella magistratura italiana e nella diffusione della cultura della legalità.
Santiapichi morì il 17 settembre 2016, all’età di 90 anni. Nato nel 1926, proprio a Lentini mosse i primi passi della sua carriera professionale, contraddistinta da rettitudine, onestà, equilibrio e coraggio. Valori che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento per quanti credono nello Stato di diritto e nella democrazia.
La commemorazione si terrà oggi, alle 19, nell’aula magna “Sgalambro-Battiato” del Liceo Gorgia, in piazza degli Studi. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Vincenzo Pupillo, sindaco di Lentini, e di Mario Marino, sindaco di Scicli, città legata alla vicenda professionale e civile di Santiapichi.
Seguiranno gli interventi di Carmelo Petralia, già procuratore della Repubblica di Ragusa, e di Filippo Motta, già dirigente scolastico. I relatori ripercorreranno le diverse dimensioni della sua personalità: l’uomo delle istituzioni, il magistrato rigoroso e sensibile, lo scrittore attento alle contraddizioni della società. Le letture saranno affidate a Emanuela Ruma, mentre modererà l’incontro Aldo Failla, in rappresentanza dell’Associazione Amici di Giovanni Falcone.
Il ricordo del “giudice gentiluomo” non si limita alla celebrazione di un protagonista della giurisdizione italiana, ma richiama il valore dell’esempio, soprattutto in un’epoca in cui la tutela delle istituzioni passa anche dalla coerenza quotidiana di chi resta fedele ai propri principi.
Santiapichi è ricordato per il rigore con cui esercitò le sue funzioni, sempre accompagnato da umanità, sobrietà e disponibilità all’ascolto. La sua autorevolezza non fu mai distante, ma capace di unire fermezza e attenzione alla persona.
Non è casuale la scelta della scuola come sede dell’iniziativa. Il percorso professionale e culturale di Santiapichi continua infatti a parlare alle nuove generazioni. Gli studenti del Liceo Gorgia potranno così conoscere e raccogliere l’eredità morale di una figura capace di trasformare la memoria in uno strumento di orientamento per il presente.
Lentini occupa un posto speciale nella storia del magistrato. Qui iniziò il suo servizio in magistratura, primo passo di un percorso che lo avrebbe condotto a ricoprire incarichi di grande responsabilità e prestigio. La città lo ricorda con riconoscenza, affetto e orgoglio, non solo per il contributo offerto al mondo del diritto, ma anche per il legame umano costruito con i luoghi e le persone.
“La democrazia va difesa con gli esempi di rettitudine, di onestà e di coraggio” è il messaggio che accompagna la commemorazione. Un richiamo al fatto che la legalità non si esaurisce nelle norme e nelle sentenze, ma vive nei comportamenti, nella responsabilità e nelle scelte quotidiane.
A dieci anni dalla morte, Severino Santiapichi continua a vivere nella memoria di quanti lo hanno conosciuto e stimato. Lentini lo ricorda con rispetto e riconoscenza, orgogliosa di averlo avuto come concittadino d’adozione e amico. Nel suo esempio, la comunità rinnova l’impegno a custodire i valori di giustizia, libertà e democrazia, eredità autentica del “giudice gentiluomo”.
