Delitto di Garlasco, spuntano dati inediti dal Ris: due test sul DNA dei pedali mai allegati agli atti

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A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, l’inchiesta giudiziaria si arricchisce di un elemento inedito che riapre il dibattito sulle perizie scientifiche. Dalla consegna alla Procura di Pavia dei raw data (dati informatici grezzi) dei Ris di Parma, emersa nel novembre 2025, sono affiorati due tracciati elettroforetici negativi relativi ai pedali della bicicletta in uso ad Alberto Stasi, mai inseriti nei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio.

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La sequenza ricostruita dagli atti riguarda le analisi condotte nel settembre 2007. Il 19 settembre, il prelievo sul campione bu_p – ottenuto da entrambi i pedali della bicicletta “Umberto Dei” – restituì il profilo genetico attribuito a Chiara Poggi, traccia che determinò il fermo di Stasi pochi giorni dopo. Tuttavia, la consulenza dei genetisti della difesa (Ugo Ricci e Pasquale Linarello) ha rivelato che il giorno successivo, 20 settembre, furono effettuati altri due run elettroforetici sullo stesso campione, entrambi con esito negativo. Di questi ultimi due riscontri non vi era traccia nella documentazione presentata ai giudici.

L’esistenza dei due test “a vuoto” è stata confermata anche dai periti della Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, secondo i quali la difformità tra i dati avrebbe imposto un immediato approfondimento d’indagine. Se la difesa ipotizza una gestione parziale degli accertamenti scientifici, la Procura invita alla massima prudenza: l’assenza dei file dagli atti rappresenta un’anomalia procedurale da verificare, ma non costituisce la prova automatica di un occultamento volontario né dimostra la falsificazione del DNA isolato il primo giorno.

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