A Siracusa il libro di Raffaele: “Solo i pesci hanno un nome”

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L’ascolto come forma di cura per provare a rimarginare le ferite profonde di chi affida la propria vita, e quella dei propri cari, a improbabili carrette del mare, affrontando viaggi della speranza spesso drammatici verso le coste dell’Europa.

Arriva a Siracusa “Solo i pesci hanno un nome. Lampedusa: vite in sospeso”, pubblicato da Edizioni Leima, opera prima del giornalista messinese Enzo Raffaele, che tra la metà degli anni Ottanta e gli anni Novanta ha guidato la redazione siracusana della Gazzetta del Sud.

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Il libro sarà presentato lunedì 5 ottobre alle 18.30 negli spazi di LiBer Salotto Letterario, in via dell’Amalfitania, nel cuore di Ortigia. A introdurre l’incontro sarà Teresella Celesti, mentre a dialogare con l’autore sarà il giornalista Aldo Mantineo.

Vent’anni a Lampedusa

Il volume si sviluppa attraverso il racconto della psichiatra Enza Malatino, inviata a Lampedusa per una missione che avrebbe dovuto avere una durata limitata e che, invece, si trasformerà in un’esperienza lunga vent’anni.

Nell’isola, Malatino si troverà a confrontarsi con le storie, i traumi e le fragilità di uomini, donne e bambini arrivati dopo viaggi segnati dalla paura e dalla sofferenza.

Il suo lavoro diventerà progressivamente anche un tentativo di costruire occasioni di incontro e di dialogo tra la comunità lampedusana e le persone migranti. Un percorso non semplice, fatto di difficoltà ma anche della ricerca di spazi di relazione e connessione.

Le ferite oltre il viaggio

Attraverso la vicenda della psichiatra, Enzo Raffaele affronta il tema delle conseguenze psicologiche e umane delle migrazioni, concentrandosi non soltanto sul momento dell’arrivo sulle coste italiane, ma anche sulle ferite che restano dopo il viaggio.

“Solo i pesci hanno un nome” diventa così un racconto di persone e di vite sospese, nel quale l’ascolto assume un ruolo centrale: ascoltare per comprendere, per dare un nome alla sofferenza e per provare a ricostruire relazioni dopo esperienze traumatiche.

L’appuntamento di Siracusa offrirà dunque l’occasione per conoscere il lavoro di Raffaele e approfondire, attraverso il confronto con l’autore, una delle esperienze più significative legate all’accoglienza e all’ascolto vissute a Lampedusa negli ultimi decenni.

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