PAVIA – Nel giorno in cui la Procura della Repubblica di Pavia torna ad accendere i rifletteri sul delitto di Garlasco con l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, è lo stesso giovane a prendere la parola ai microfoni della trasmissione Porta a Porta. Al centro del suo intervento, la difesa della sentenza definitiva che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi.
Sempio ha respinto con fermezza l’ipotesi che la verità processuale finora ricostruita possa essere frutto di una svista o di un abbaglio investigativo.
«La condanna a Stasi è logica»
Nel corso dell’intervista televisiva, Andrea Sempio ha ribadito la propria convinzione sulla correttezza delle decisioni prese dai giudici nei vari gradi di giudizio, contestando le ricostruzioni della difesa di Stasi volte a riaprire il caso.
«Secondo me la condanna è giusta — ha dichiarato Andrea Sempio a Porta a Porta —. Ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente. Alcune delle obiezioni sollevate in questi mesi non mi convincono affatto: mi sembra che i fatti siano più logici e coerenti così come sono stati spiegati e accertati a suo tempo nelle aule di giustizia».
L’ANALISI DELLA REDAZIONE: Il peso delle dichiarazioni nel nuovo filone d’indagine
Le parole di Andrea Sempio arrivano in una fase estremamente delicata della vicenda giudiziaria di Garlasco. L’apertura del nuovo fascicolo d’inchiesta da parte dei magistrati pavesi risponde all’esigenza di effettuare tutti gli accertamenti tecnici e peritali richiesti dai legali di Alberto Stasi sulle tracce biologiche e sugli elementi emersi a distanza di anni dai fatti.
Mentre le indagini proseguono per valutare la rilevanza dei nuovi elementi presentati, la posizione di Sempio resta improntata alla conferma della ricostruzione originaria. La nostra redazione continuerà a seguire l’evoluzione del caso e gli sviluppi giudiziari per garantire un’informazione rigorosa e puntuale.
