CATANIA – Nuova azione intimidatoria ai danni degli spazi di associazionismo e promozione sociale nel cuore di Catania. Le associazioni Open Catania e Arci Catania hanno denunciato una serie di atti vandalici messi a segno nella giornata di lunedì 2 novembre contro le rispettive sedi storiche di via Torre del Vescovo e via Antico Corso.
Ignoti hanno divelto le bandiere esposte dalle due realtà, spezzandone le aste poi rinvenute sul marciapiede antistante.
Un’escalation di odio: dai simboli nazisti alle bandiere strappate
L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione sul territorio. Solo una settimana fa, i volontari del servizio civile di Arci Catania avevano individuato e rimosso grafici e simboli nazisti comparsi sulle pareti del Bastione degli Infetti, sito monumentale adiacente alla sede del comitato territoriale dell’associazione.
Come sottolineato dai dirigenti, il fenomeno riflette un trend nazionale che negli ultimi due anni ha visto diversi circoli Arci in tutta Italia presi di mira con scritte offensive, svastiche e danneggiamenti, in un clima di ostilità verso le realtà impegnate nella difesa dei diritti civili e nella solidarietà sociale.
Le reazioni: «Presidio antifascista e antimafia, andiamo avanti»
I vertici delle due organizzazioni hanno risposto con fermezza agli attacchi, confermando il proseguimento di tutte le attività sociali e di presidio nel quartiere Antico Corso.
A prendere la parola è stato innanzitutto Alessandro Motta, presidente di Open Catania:
«Siamo una realtà queer che lotta contro patriarcato, fascismo e mafia e la nostra sede è in un territorio piuttosto complesso. Atti di questo genere, che sperano di intimidirci, hanno invece l’effetto contrario. Proseguiamo la nostra attività ancora più determinatə. Evidentemente siamo una presenza scomoda, visto quanto già accaduto lo scorso anno con la targa commemorativa di Raffaella Carrà nella piazza attigua, divelta con le stesse modalità».
— Alessandro Motta, Presidente di Open Catania
Sulla stessa linea la dichiarazione di Nancy D’Arrigo, presidente di Arci Catania:
«Togliere le nostre bandiere non cancella la nostra presenza né il nostro impegno nel quartiere Antico Corso e nella città di Catania. Chi crede di intimidirci non ha capito che l’Arci è presidio di antifascismo, diritti e antimafia sociale. Andiamo avanti a testa alta, insieme alla comunità».
— Nancy D’Arrigo, Presidente di Arci Catania
Entrambe le strutture rappresentano punti di riferimento fondamentali nella rete cittadina contro le mafie e l’omo-lesbo-bi-transfobia, oltre ad essere tra i luoghi organizzativi storici del Catania Pride.
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