RIMINI – Aveva scattato a sua insaputa fotografie ed eseguito screenshot dal cellulare che la ritraevano mentre faceva la doccia o in atteggiamenti intimi, minacciando poi di inviarle ai famigliari pur di costringerla a tornare insieme. Con le accuse di stalking e revenge porn, il sostituto procuratore Luca Bertuzzi ha chiesto il rinvio a giudizio per un 56enne originario della Sicilia.
La vicenda, approdata nelle aule giudiziarie della città romagnola, ricostruisce una complessa e dolorosa sequenza di persecuzioni scaturite al termine della relazione affettiva.
Le indagini e le condotte persecutorie
Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti a seguito della denuncia presentata dalla vittima, il 56enne aveva iniziato a perseguitare la donna subito dopo la rottura. Per sfuggire alle pressioni dell’ex compagno, la donna si era trasferita da Palermo a Rimini, ma i comportamenti persecutori si sarebbero protratti per circa due anni dal momento in cui la relazione era iniziata, nel 2024.
L’escalation si è verificata all’inizio della scorsa primavera: l’uomo si era procurato furtivamente immagini sessualmente esplicite della donna. Successivamente, aveva iniziato a ricattarla, prospettando l’invio del materiale alla figlia e alla sorella dell’ex compagna se questa non avesse acconsentito a riallacciare il legame di coppia.
Fissata l’udienza preliminare
A seguito delle evidenze raccolte nel corso dell’attività investigativa, la Procura ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del 56enne.
L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 9 febbraio, data in cui l’imputato dovrà comparire dinanzi al giudice per le indagini preliminari (GUP) Raffaella Ceccarelli per la decisione sul rinvio a giudizio.
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