PALERMO – «Uno schema operativo non meramente occasionale né necessariamente dipendente da un’unica e irripetibile occasione funzionale». È con queste motivazioni che il GIP del Tribunale di Palermo ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti dell’avvocato Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex assessore all’Economia, e del collega Pierluigi Matta, entrambi indagati per il reato di corruzione.
La decisione del giudice accoglie parzialmente la richiesta avanzata dalla Procura di Palermo, che per i due professionisti aveva sollecitato la custodia cautelare in carcere.
Le motivazioni del GIP sui domiciliari e il rischio di reiterazione
Nell’ordinanza di custodia cautelare, il magistrato chiarisce che il rischio di reiterazione del reato rimane sussistente nonostante la cessazione delle cariche pubbliche e degli incarichi ufficiali:
«La cessazione di alcuni incarichi elimina le occasioni direttamente connesse al loro esercizio, ma non assume necessariamente capacità neutralizzante rispetto a un rischio che venga desunto dalla reiterabilità di uno schema operativo. La misura degli arresti domiciliari riduce le possibilità di movimento e di interlocuzione esterna, senza imporre quella totale segregazione carceraria che risulterebbe eccedente rispetto all’intensità attuale dell’esigenza».
Nel provvedimento si affronta anche l’intreccio relativo ai compensi professionali legati alle procedure per gli impianti fotovoltaici. Per il giudice, la sussistenza di prestazioni professionali effettive svolte dall’avvocato Matta per la società C.V.A. Eos non esclude l’ipotesi corruttiva: l’incarico lecito sarebbe stato utilizzato anche come «fonte e copertura delle utilità successivamente trasferite ad Armao».
Le intercettazioni e le consegne di contanti: il denaro nascosto nel pendolo
Gli accertamenti investigativi, condotti tramite servizi di osservazione e intercettazioni ambientali, hanno documentato una sequenza di quattro consegne di denaro contante avvenute tra l’ottobre 2025 e l’agosto 2026, coincidenti temporalmente con l’accredito delle parcelle emesse nei confronti della C.V.A.:
- 6 ottobre 2025: Matta consegna ad Armao una mazzetta di banconote in una busta di plastica estratta dalla giacca, precisando che il versamento si riferiva alla mensilità di “Agosto”.
- 10 novembre 2025: Consegna di una busta bianca all’interno di un’autovettura; per evitare la tracciabilità verbale, la causale (“Settembre”) viene comunicata scrivendola su un foglietto di carta poi distrutto.
- 9 febbraio 2026: A seguito del saldo di tre mensilità arretrate da parte della società, Armao ritira l’involucro nascosto da Matta all’interno del proprio cappotto per poi occultarlo nel contenitore di un orologio a pendolo.
- 7 agosto 2026: Passaggio di due buste contenenti banconote da 50 euro inserite all’interno di una carpetta.
Nonostante la difesa degli indagati abbia parlato di prestiti personali, restituzioni e compensi per altre pratiche concordate, il GIP ha ritenuto le condotte «in alcun modo compatibili con occasionali liberalità o forme di aiuto tra amici», confermando la presenza di gravi indizi di colpevolezza per una corsia preferenziale garantita alle pratiche ambientali del gruppo societario.
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