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Audizione all’Ars, la Regione conferma di volere “abbandonare” Ias

La Regione siciliana ha manifestato l’intenzione di chiudere la partita Ias. La società che gestisce il depuratore biologico consortile di Priolo Gargallo, sarebbe lasciata al proprio destino pur se l’ente pubblico è proprietaria delle azioni dell’Industria Acqua Siracusana. Questo scenario è emerso nel corso dell’audizione, proposta dal deputato regionale Tiziano Spada, che si è tenuta in commissione Ambiente dell’Ars, presieduta dal melillese Giuseppe Carta. Dalla riunione, alla quale hanno partecipato i deputati siracusani Gilistro e Auteri, l’assessore regionale all’Ambiente, Di Mauro, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, è emersa una sostanziale frenata rispetto alle richieste di valorizzare l’impianto di depurazione di Priolo. “Il destino dell’Ias – spiega Andrea Bottaro, segretario della Uiltec – sembra segnato e non certo a favore dei dipendenti e della sopravvivenza del depuratore biologico. La Regione, nel manifestare la propria intenzione di abbandonare la scialuppa, dando seguito alle iniziative dei grandi utenti privati di costruirsi ognuno il proprio depuratore, non dice nulla sul futuro asset dell’intero polo industriale”.

La preoccupazione del sindacato è rivolta ai 15milioni di metri cubi l’anno di reflui che non saranno più trattati dall’Ias. “Questo significa una riduzione drastica dei reflui che finiranno nel depuratore biologico – dice Bottaro – con evidente nocumento per la produttività dell’impianto e per il futuro dei dipendenti e dell’indotto. Pur con la costruzione di altri depuratori per le grandi imprese del polo industriale siracusano, all’Ias potrebbero arrivare comunque i reflui già trattati in modo da fungere da collettore e consentire un ulteriore trattamento delle acque che potrebbero poi essere impiegate in agricoltura e per altri usi, facendo diminuire l’emungimento della falda acquifera da cui le stesse imprese attingono per alimentare il ciclo produttivo”.

Proposte e idee che, per il momento, rimangono al palo mentre per l’intero asset industriale non vi sono prospettive rosee4: “La situazione per le grandi imprese non è serena – aggiunge il sindacalista – Isab ha annunciato l’imminente fermata degli impianti, il 24 ottobre a Roma si riunisce il vertice di Versalis e soltanto allora capiremo quale sia il piano industriale dell’azienda per Priolo. Insomma, c’è da tenere gli occhi ben aperti perché c’è di mezzo il futuro economico, produttivo e occupazionale della nostra provincia”.

By Redazione

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