Bivona, Confindustria Siracusa: il Governo si muova subito per dare un futuro al Polo industriale

“Nell’esprimere apprezzamento per l’impegno profuso dalla deputazione siracusana per scongiurare la chiusura dello stabilimento ISAB, con tutte le conseguenze derivanti, in più occasioni paventate, non possiamo essere ottimisti sul futuro del nostro polo industriale, per i troppi nodi mai responsabilmente affrontati in questi anni e che oggi tutti insieme incombono
>Può risultare infatti tardiva l’ipotesi di una convocazione del Ministero delle Attività Produttive insieme, per la prima volta, ai Ministeri della Transizione Ecologica e dell’Economia e Finanze per ammortizzare gli effetti dell’embargo del petrolio russo in vigore dal 5 Dicembre. Un’eventuale sostituzione del petrolio russo impone come,  qualsiasi transazione commerciale, per acquisti di diverse centinaia di milioni di euro, tempi lunghi certamente superiori ad un mese: solo una decisa  accelerazione da parte del Governo potrebbe dare un senso a questa nuova norma.Ma nel contempo vecchie e nuove emergenze affliggono le grandi imprese del polo. Da anni chiediamo un confronto con il Governo per “accompagnare”  le imprese sul tema della transizione energetica che impone profonde conversioni dei cicli produttivi entro il 2030. Non abbiamo ad oggi avuto sulla questione alcuna interlocuzione formale con il Governo, nonostante le forze sociali, in difesa dei lavoratori , abbiano in più occasioni condiviso e denunciato lo stato di emergenza fino ad ipotizzare mobilitazioni ed azioni di sensibilizzazione similari.In ultimo, in ordine di tempo, un provvedimento della magistratura sulla zona industriale ha aggravato la preoccupazione di tutta la comunità siracusana.  Tuttavia confidiamo ancora che le Istituzioni ed il Governo siano in grado di definire rapidamente un percorso definito, che possa venire incontro alla disponibilità delle aziende e non mortificarne il senso di responsabilità  che hanno in questi anni dimostrato, a cominciare dall’emergenza pandemica “.

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