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Caro-carburanti: CNA Siracusa chiede aiuti mirati per l’Isola

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Il CNA FITA Siracusa interviene sui ristori statali per il caro-carburante che sarebbero uguali per tutti gli autotrasportatori italiani e per questo ignorano le differenze territoriali. “Un litro di gasolio non porta lontano allo stesso modo in Sicilia e in Lombardia.”


Una differenza matematica sulle strade italiane, dove un litro di gasolio copre meno chilometri sulle strade siciliane, spesso a scorrimento lento e prive di autostrade dirette, rispetto a quelle del Nord Italia. Anche i tempi non sarebbero gli stessi: nelle nove ore per percorrere la Roma-Milano, un mezzo pesante tra Catania e Trapani copre una distanza inferiore, a parità di consumi e di ore lavorate.

«I ristori sono uguali in tutta Italia, ma le condizioni produttive no» dichiara Francesco Lombardo, presidente di CNA FITA Siracusa. «L’aumento del costo del carburante ha solo amplificato un divario di produttività che le nostre imprese subiscono da sempre, e che qui in Sicilia incide più che altrove

Una questione che riguarda l’intero sistema produttivo siciliano

Il tema riguarda l’intero sistema produttivo siciliano, secondo il CNA penalizzato da una rete infrastrutturale insufficiente rispetto al resto del Paese. “Le imprese di trasporto e logistica siciliane pagano le stesse tasse delle altre ma non dispongono di infrastrutture paragonabili, e per questo sostengono costi più alti“.

L’associazione chiede alla Regione Siciliana di definire un piano serio e condiviso sulle infrastrutture stradali siciliane e prevedere ristori mirati a compensare le carenze infrastrutturali del territorio e fa presente i ristori di matrice regionale annunciati a fine maggio ed ancora fermi al palo.

In termini di infrastrutture CNA FITA Siracusa ricorda l’autostrada Siracusa-Catania chiusa da quasi dieci anni al transito delle merci pericolose. «Ogni carico di questo tipo – dice Lombardo – è costretto a un percorso alternativo che comporta chilometri, tempo e carburante aggiuntivi: basterebbe sbloccare questa anomalia per un risparmio immediato e concreto per le imprese.»

Le imprese di trasporto e logistica del territorio, quindi, chiedono condizioni di partenza eque: infrastrutture funzionanti, tempi certi e ristori proporzionati al reale svantaggio competitivo, non uguali a prescindere dal contesto produttivo in cui si opera ogni giorno.

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