Il comitato direttivo dell’associazione Anci approva un documento strategico in dieci punti con al centro la salvezza dei Comuni siciliani. Tra gli aspetti valutati del documento programmatico “La Sicilia riparte dai territori: un nuovo patto per le Autonomie locali dell’Isola”, approvato il 17 settembre, alla presenza del presidente Paolo Amenta e del segretario generale Mario Emanuele Alvano:
- il superamento della crisi finanziaria,
- lo sblocco delle assunzioni,
- la sicurezza urbana integrata,
- la difesa dei territori contro lo spopolamento
- l’emergenza climatica.
Queste alcune delle dieci priorità per rendere i territori protagonisti dell’agenda politica, così da evitare il collasso amministrativo e dare risposte concrete a cittadini e imprese. “Questo documento – spiegano il presidente Paolo Amenta e il segretario generale di Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano – rappresenta la piattaforma per un ulteriore confronto del consiglio regionale e della prossima assemblea dei sindaci. Sulla base di questo testo ripartirà il confronto con il governo regionale e le forze politiche presenti in Parlamento”.
Finanza locale, scuola, prevenzione
Al centro della propostail rafforzamento della finanza locale. Anci Sicilia chiede di superare la logica dei trasferimenti incerti e frammentati per assicurare alle amministrazioni adeguate risorse attraverso un riequilibrio strutturale dei rapporti finanziari tra Stato, Regione ed enti locali. Stabilità economica per ricostruire la capacità amministrativa di Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi comunali oggi penalizzati dallo svuotamento degli organici. Urge, dunque, una stagione di nuove assunzioni, stabilizzazioni e mobilità, capace di inserire negli enti figure qualificate come tecnici, dirigenti e segretari comunali.
Nel terzo punto del documento appare la semplificazione delle procedure in capo alle amministrazioni comunali, spesso appesantite senza alcuna distinzione in relazione alla dimensione demografica. I sindaci chiedono di alleggerire la burocrazia, ridurre la sovrapposizione di controlli, piattaforme e rendicontazioni, così da permettere al personale di concentrarsi sulla realizzazione delle opere e sui servizi al cittadino, piuttosto che sulla gestione di farraginosi adempimenti tecnici e formali, che ingessano per mesi, se non per anni, i Comuni.
Il testo evidenzia anche l’importanza della sicurezza e della qualità dei territori con la prevenzione degli incendi, dissesto idrogeologico, siccità, eventi climatici estremi e gestione delle emergenze, ma anche le criticità dei servizi essenziali locali: acqua, rifiuti ed energia.
Presente anche scuola da rendere infrastruttura centrale, aperta tutto il giorno come presidio sociale, grazie a investimenti non solo sull’edilizia scolastica, ma anche su mense, trasporti, tempo pieno anche alle elementari e palestre.
E ancora la qualità della vita, chiedendo di garantire i servizi sociali e socio-sanitari, azzerando il divario tra grandi città, piccoli borghi e aree interne, per quanto riguarda sanità, trasporti e assistenza alle fasce fragili.
Spopolamento, cultura e sicurezza urbana
Nella proposta, al settimo punto, è inserito il contrasto dello spopolamento con politiche specifiche per i piccoli Comuni e le aree interne per trattenere i giovani in Sicilia, offrendo loro reali opportunità di studio, casa e lavoro all’interno di una strategia unica e coordinata.
La cultura diventa poi, insieme al turismo in politiche territoriali integrate aspetti da valorizzare con musei, borghi e il paesaggio attraverso reti di servizi condivise e lo scambio tempestivo di dati tra i vari livelli istituzionali.
Non manca anche la sicurezza urbana, vista in un’ottica di integrazione tra la polizia locale e le forze dell’ordine. L’obiettivo è dare piena attuazione alla normativa nazionale, in un’ottica di rafforzamento dei presidi territoriali per contrastare fenomeni quali la delinquenza, furti, aggressioni, violenza e degrado urbano.
Infine, Anci Sicilia invoca il principio della leale collaborazione, chiedendo che ogni scelta della Regione che incide sui territori sia preceduta da un confronto preventivo e strutturato con gli enti locali, anche attraverso il Cal, Consiglio delle autonomie locali
