Crisi del giornalismo tra notizie spazzatura e asservimento ai poteri forti

La crisi del giornalismo limita la libertà di stampa. Testate di giornale online e carta stampata che si sono trasformate, per la necessità che obbliga “la legge economica” degli editori, in dépliant al servizio di poteri forti: partiti politici, industrie, associazioni, sindacati, studi legali e avanti così fino in fondo alla pagina. Che il giornalismo della carta stampata ha dovuto modificare gli spazi e i tempi con obbligate pagine d’inchiostro riempitive per i necessari aggiustamenti e assestamenti di natura economica, è un fatto ormai scontato. Un giornalismo che a livello di scrittura sposta il baricentro sulla cultura, o pseudo tale, non è altro che la ricerca di un nuovo equilibrio tra il giornalismo di qualità e quello che gira sul Web chiamato “spazzatura”, che non fa rima con la distribuzione gratuità delle testate on-line, considerando che la sola pubblicità non può sostenere un giornale, carta o digitale che sia. Il piccolo contributo dei lettori è dunque necessario. Ma diventa un paradosso quando è tutta l’informazione a diventare “spazzatura”; il rischio è di non valere più nulla. I giornali chiudono e il numero di giornalisti addetti ai lavori in maniera continuata è in rapido declino. Una putrefazione veloce dell’attività che in un decennio ha dimezzato le testate e il numero delle copie, quindi anche dei redattori. Oggi, la maggioranza dei giornalisti svolge l’attività senza contratto, con pagamenti a pezzo oppure, meramente a titolo di volontariato, gratis.

La crisi economica e la libera pubblicazione di notizie con il sistema copia-incolla, ha, di fatto, ammazzato la professione di giornalista, considerata, un tempo nobile e di tutto rispetto, ora in profonda crisi d’esistenza. Manca la stima e l’autorevolezza; una categoria in avanzato stato di disfacimento. Chi svolge questo lavoro vive nella soglia di povertà con una collaborazione occasionale all’altra in una spietata concorrenza, in una guerra tra poveri, costretto ad arrangiarsi, perdendo ogni rispetto e integrità.

È stata un’occasione perduta accettare supinamente il ridimensionamento dell’Ordine dei giornalisti nazionale, con la sottrazione dell’autorevolezza e la sottomissione alla politica corrotta che non vuole un giornalismo libero e influente. A farne le spese sarà la democrazia nel suo insieme. La stampa libera è la sentinella della democrazia. L’articolo 21 della Costituzione regola la libertà di stampa; un principio al quale la democrazia non può e non deve rinunciare.

Concetto Alota

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