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DC: “Centrodestra vince solo con classe dirigente credibile, non basta l’unità”

Dopo le amministrative in Sicilia, il gruppo parlamentare DC all'Ars e i commissari regionali tracciano un bilancio: "Dove ci hanno escluso, il centrodestra ha perso. Servono competenza e radicamento, non solo alleanze". Soddisfazione per i risultati a Ribera, Raffadali, Ispica e altri comuni.

Palermo, – “Il problema del centrodestra non è solo l’unità, ma la scelta di una classe dirigente credibile”. È il messaggio lanciato dai deputati del Gruppo Parlamentare DC all’Ars e dai tre Commissari regionali del partito in Sicilia, all’indomani delle elezioni amministrative che hanno interessato l’Isola.

La lezione delle urne

“Le recenti elezioni amministrative in Sicilia consegnano un dato politico che merita una riflessione seria all’interno del centrodestra”, affermano in una nota congiunta. “Il tema non è soltanto quello dell’unità delle coalizioni, ma soprattutto della capacità di selezionare una classe dirigente credibile, radicata nei territori e in grado di governare efficacemente le comunità locali”.

I successi della DC

La Democrazia Cristiana rivendica con soddisfazione i risultati ottenuti nei Comuni in cui ha scelto di presentarsi con la propria identità e con propri candidati. “A Ribera, Raffadali, Ispica, Altofonte, Villafranca Sicula e Pollina, la DC ha ottenuto significative affermazioni, dimostrando che quando si punta sulla competenza, sul radicamento territoriale e sulla qualità delle candidature, gli elettori premiano la proposta politica”.

L’accusa: “Dove ci hanno escluso, hanno perso”

Ma è sul fronte delle sconfitte del centrodestra che arriva la stoccata più dura: “Nei contesti in cui il centrodestra ha deciso di escludere o marginalizzare la Democrazia Cristiana, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative e, in diversi casi, si è registrata una sconfitta”.

Un’analisi che punta il dito contro la logica delle alleanze costruite solo sulla somma di sigle e simboli, senza attenzione alla qualità dei candidati.

“Non bastano sigle e simboli”

“La lezione che arriva dai territori è chiara”, prosegue la nota. “Le alleanze sono importanti, ma non possono sostituire la credibilità delle persone, la qualità della proposta amministrativa e il rapporto di fiducia costruito con i cittadini. Non basta mettere insieme sigle e simboli per vincere: occorre scegliere amministratori capaci, autorevoli e vicini alle esigenze reali delle comunità”.

Spirito costruttivo, ma con il merito

Nonostante il j’accuse, la Democrazia Cristiana assicura di voler continuare a lavorare “con spirito costruttivo per rafforzare l’area moderata e popolare del centrodestra”, ma a una condizione precisa: “Il futuro della coalizione passi attraverso il merito, la competenza e il rispetto reciproco tra tutte le forze politiche che ne fanno parte”.

Un messaggio chiaro agli alleati: l’unità non basta, servono candidati credibili e radicati sul territorio. Altrimenti, avvertono dalla DC, le sconfitte sono dietro l’angolo.

TAG: Democrazia-Cristiana, DC, centrodestra, elezioni-amministrative, Sicilia, ARS, classe-dirigente, competenza, radicamento-territoriale, Ribera, Raffadali, Ispica, Altofonte, Villafranca-Sicula, Pollina, coalizioni, politica-siciliana, amministrative-2026, merito, area-moderata

By Redazione

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