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Parco Iblei, Annino (FdI): “Serve istruttoria tecnica, non basta la politica. Rischio danni irreparabili entro 180 giorni”

Il delegato di Cannata: "Promotori sono enti fauna e associazioni ambientaliste, non Roma. Ministero disponibile, ma Regione non ha fatto concertazione. Provincia unico strumento rimasto"
Seguici e aiutaci a crescereAntonio Annino

Palazzolo – “Se non si agisce con azioni forti e chiare, con un senso amministrativo efficace, si rischia che finisca ancora peggio. Non siamo più nella situazione parco sì o parco no: qui bisogna evitare i danni”. Lo ha dichiarato sabato sera Antonio Annino, responsabile del Dipartimento Ambiente di Fratelli d’Italia e delegato dell’onorevole Luca Cannata, intervenendo all’incontro del comitato spontaneo “No Parco degli Iblei”.

Annino, che collabora con Cannata a Roma da tre anni e mezzo, ha ricostruito l’iter amministrativo: “Negli anni passati la Regione è stata inesistente. Ci sono state cose che si potevano fare anche dopo. Il Covid e altre criticità hanno creato difficoltà per la concertazione, ma basta andare a cercare perimetrazione e zonizzazione: si trovano oggi solo sui siti delle province di Ragusa e Siracusa. Stop. Comuni, associazioni, nessuno ha fatto pubblicità per far capire la situazione”.

Il delegato ha chiarito le responsabilità: “Il promotore non è Roma. Il promotore sono l’ente Fauna e le associazioni che hanno proposto un parco nazionale secondo una normativa nazionale. Il Ministero dell’Ambiente per tre volte ha rinviato i documenti a Palermo chiedendo: ‘Scusate, non c’è stata concertazione, la fate?’ Quello che è mancato e manca tutt’oggi è l’istruttoria tecnica. L’obiezione dell’assessorato regionale è stata rigettata perché era frivola, senza contenuti tecnici”.

Annino ha spiegato la situazione attuale: “A dicembre i promotori hanno fatto una diffida, poi ricorso al TAR. Oggi non c’è solo la politica, c’è un giudice, un TAR e 180 giorni. Il ricorso potrebbe interrompere i 180 giorni, ma dobbiamo preparare anche i piani B, C e D. Se entro 180 giorni non si riesce a rinviare, ci troviamo il parco così com’è”.

Il delegato ha sottolineato la disponibilità di Roma: “L’onorevole Cannata ha già parlato con il ministero dell’Ambiente e con l’ISPRA. Da parte di Roma c’è massima disponibilità, ma se la Regione Sicilia, se gli agricoltori, se gli stakeholders non dicono quali modifiche devono essere fatte, se non dicono le criticità e le assurdità del parco di oggi, non si va avanti. Queste cose non devono essere dette dalla politica, devono essere dette da una commissione tecnica con ingegneri, architetti, geologi, economisti che dimostri le porcate di questo parco. Con la documentazione alla mano, anche al TAR forse si potrebbe far ragionare. Ma se continuiamo a dire ‘non ci piace, non lo vogliamo’, finisce peggio”.

Dura la critica alla commissione ambiente: “Si sono fatte due riunioni, ma se non si agisce a livello tecnico non si va avanti. La commissione aveva tutti i poteri per fare una procedura istruttoria, domandare gli atti, chiamare i tecnici. Non è stata fatta. Oggi quella commissione tace. Se non parliamo di istruttoria tecnica, ci prendiamo tutti in giro”.

Annino ha confermato che il ministro è stato informato: “Sa che c’è un disastro ambientale, gli abbiamo mandato i verbali. Ma il problema è che se parlate solo con i ministri e poi con i funzionari non si conclude niente. Non bisogna parlare solo con la politica. La politica vi può dire, come ha detto il ministro e come sta dicendo Cannata, massima disponibilità da parte di Roma. Però se la Regione, se la provincia non fa l’istruttoria tecnica continuiamo a fare buco nell’acqua”.

“L’unico strumento oggi per l’istruttoria penso sia la provincia”, ha concluso Annino. “Abbiamo pochissimi giorni, ma bisognerà intervenire in maniera chiara sotto il punto di vista tecnico, non politico. La politica ha fallito, non è riuscita a dialogare con gli uffici e i tecnici. Oggi dobbiamo intraprendere tutte le strade possibili e immaginabili”.

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