Con 19 voti favorevoli, 8 contrari e un’astensione, il consiglio comunale di Siracusa ha approvato oggi il bilancio consuntivo del 2025 con i documenti allegati; via libera (18 sì, 6 no e 3 astensioni) è stata data anche all’immediata esecutività della delibera. Così come accaduto lo scorso dicembre per il bilancio di previsione, e come non accadeva da molti anni, anche il rendiconto della gestione amministrativa del Comune è stata esitato nel rispetto dei tempi di legge e senza dovere ricorrere a proroghe.
Dopo le comunicazioni iniziali, su una richiesta di Paolo Cavallaro messa ai voti, la seduta è stata sospesa per l’assenza del sindaco. Dopo la pausa, il presidente del consiglio comunale, Alessandro Di mauro, ha chiarito che Italia non poteva essere in aula per un altro impegno istituzionale.
In presenza del vice sindaco, Edy Bandiera, il consuntivo è stato illustrato dall’assessore al Bilancio Pierpaolo Coppa, affiancato dal ragioniere generale Carmelo Lorefice. Il documento, è stato spiegato, conferma la regolarità contabile e gestionale dell’Ente, che «non è né in dissesto né strutturalmente deficitario», riconoscendo in ciò il contributo dei soggetti istituzionali interessati, cominciare dal consiglio comunale che sul bilancio ha piena competenza.
Passando ai numeri, il patrimonio è di 55 milioni, uno in più rispetto al 2024; l’utile è di 566 mila euro. L’unica criticità rispetto agli anni passati, quella legata alla capacità di riscossione, è quasi rispettata in relazione alle previsioni di legge attestandosi al 45,76 per cento. Si è registrata, inoltre, una riduzione del disavanzo di amministrazione anche alla luce del fatto che è stato accantonato un “Fondo contenzioso” di 21 milioni di euro per poter far fronte a eventuali passività pregresse, mettendo quindi l’Ente al riparo da contenziosi che dovessero sorgere nel tempo.
I risultati al 31 dicembre 2025 denotano un miglioramento del fondo di cassa di circa 13 milioni di euro, con un saldo di 76 milioni, e il rispetto dei tempi di pagamento dei fornitori di beni e servizi dell’Ente. Esso è di 28 giorni, quindi contenuto entro i 30 giorni stabiliti dall’emissione delle fatture, come previsto dal Pnrr e dalle indicazioni della Commissione Europea.
L’Ente nel 2025 non ha fatto ricorso ad alcuna anticipazione di cassa con la banca tesoriera, risparmiando così gli interessi passivi che sarebbero stati determinati dalle scoperture.
Per quanto riguarda le singole voci, le entrate più importanti sono arrivate da: Imu per 24,6 milioni di euro, da Tari per 27 milioni e 300 mila e da addizionale comunale Irpef per 11 milioni. Altre voci significative sono state le entrate frutto delle violazioni al Codice della strada pari a 9 milioni. Complessivamente le entrate tributarie ammontano a 91 milioni di euro, i trasferimenti statali e regionali a 28 milioni, le entrate extra-tributarie a 31 milioni, le entrate in conto capitale a 25 milioni.
Nelle spese correnti le voci più significative sono state: gli emolumenti al personale, il canone per l’appalto del servizio di igiene urbana, quello del servizio di pubblica illuminazione e quello per il servizio di supporto all’accertamento dei tributi comunali.
Complessivamente le spese correnti impegnate sono state 116 milioni e 400 mila euro, gli investimenti 26 milioni e 400 mila euro; i rimborsi di prestiti sono stati 3 milioni. Le riscossioni ammontano a 242 milioni 591 mila euro e i pagamenti a 165 milioni 800 mila euro.
Il disavanzo complessivo è pari a 5,5 milioni di euro, in netta riduzione rispetto a quello del 2024 che era di 7 milioni di euro.
Tirando le somme, l’assessore Coppa ha evidenziato come i risultati positivi sono il risultato di un lavoro di controllo sui conti portato avanti con regolarità nel corso degli anni. Coppa ha parlato di una gestione prudenziale a tutela degli equilibri di bilancio, portando a esempio il controllo sui residui passivi e gli accantonamenti nel fondo contenziosi e passività potenziali.
Gli interventi in aula sulla proposta sono stati quasi tutti di esponenti dell’opposizione. La critica si è incentrata soprattutto sul fatto che dietro la contabilità non ci siano politiche capaci di affrontare le principali difficoltà di cui soffre la città.
Dai banchi sono intervenuti: Paolo Romano, De Simone, Milazzo, Cavallaro, Zappulla, Zappalà Greco, Vaccaro e Rabito.
Il consiglio comunale approva il bilancio consuntivo
