L’ incidente sul lavoro di ieri a Riposto, nel Catanese, riporta al centro dell’attenzione una tragica questione, secondo il responsabile di Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo: “È la conferma di un sistema che mette il profitto davanti alla vita. Non possiamo più accettare che si continui a calpestare la sicurezza e la salute dei lavoratori. Ogni volta che si perde una vita sul lavoro siamo di fronte a una sconfitta collettiva, perché significa che non si è fatto abbastanza per prevenire e proteggere”. I morti e i feriti sul lavoro continuano a essere troppi. Non basta indignarsi dopo ogni tragedia né limitarsi a invocare controlli: ciò che va messo in discussione è un sistema produttivo che continua a competere abbattendo i costi del lavoro, riducendo la sicurezza a variabile marginale. La Cisal Catania chiede alle imprese di investire realmente in sicurezza; più controlli degli organi ispettivi; un impegno concreto delle istituzioni nel garantire che il diritto a un lavoro sicuro non resti un principio sulla carta. “Il lavoro non deve uccidere – conclude Lo Schiavo – e fino a quando continueremo a contare morti e feriti, non potremo mai parlare di vera civiltà del lavoro“.
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