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Luxuria: Heather Parisi come madrina del Pride è un controsenso

Da pochi giorni è arrivata la scelta di Heather Parisi come madrina del Pride 2026 di Siracusa e non sono tardate ad arrivare le polemiche. A parlare è Vladimir Luxuria, ex parlamentare ed ex madrina del Siracusa Pride che ha mostrato il diniego nella scelta, dichiarando: «La possono invitare al Festival di Sanremo o al Festival di Ariccia. Dove vogliono. Ma farne la madrina del Siracusa Pride è un controsenso».

Parole che arrivano dopo un post su Facebook che riportava: «Essere transfobe fa curriculum per diventare madrina di un Pride?» chiedendosi se alle prossime edizioni si dovessero chiamare anche Donald Trump, Roberto Vannacci, Vladimir Putin o Elon Musk.

Un caso che divide il Pride 2026. Da una parte, il direttore artistico Diego Di Flora che difende la scelta della madrina e dall’altra Luxuria e una parte del movimento Lgbtq+ siracusano, come Stonewall e Agedo, che la contestano.

Chiarimenti di Luxuria

Vladimir Luxuria ha fatto presente che la contestazione non è voler mettere in discussione l’artista in quanto tale, ma il punto è un altro. «Heather Parisi ha ringraziato Dio per l’elezione di Donald Trump. Parliamo del presidente americano più omofobo, che ha smantellato le politiche di inclusione e ha escluso le persone transgender dall’esercito, dalle competizioni sportive e dal lavoro».

L’ex madrina evidenzia anche la frase pronunciata dalla showgirl durante il dibattito sulle atlete transgender. «Su quel tema ci si può confrontare. Ma dire che chi ha un pene non potrà mai diventare donna è un’offesa all’identità di genere. Una madrina del Pride non si sceglie solo perché è famosa. Bisogna guardare anche ciò che dice. Spero che sia una scelta fatta in buona fede. Se invece è stata presa consapevolmente, allora è un problema per il movimento».

Dall’altra parte c’è Heather Parisi che, a nomina divulgata, ha dichiarato di dovere tutto alla comunità Lgbtq+: “Mi hanno preso per mano quando ero sola, sono stati la mia famiglia lontano da casa, mi hanno insegnato che la diversità non si nasconde. Vengo a dire a ogni ragazza e a ogni ragazzo che si sente solo: non sei mai stato solo e non lo sarai mai».

La posizione del direttore artistico Di Flora e delle associazioni

Il direttore artistico Diego Di Flora ha espresso, prima della polemica, il motivo della scelta di Heather Parisi in quanto «donna e professionista che ha lasciato un segno nella storia della televisione e della danza italiana. Il Pride è anche questo: un luogo dove confronto, dialogo e libertà di espressione trovano spazio, senza pregiudizi».

Le associazioni Stonewall e Agedo Siracusa invece contestano la decisione: «Heather Parisi madrina del Siracusa Pride? Non in nostro nome», anche perché la scelta sarebbe stata presa «senza che ne fossimo preventivamente informati».

Le due associazioni, pronte a ricredersi se Parisi dovesse rivedere le sue posizioni, hanno evidenziato come il Pride «non può essere ridotto a una rassegna artistica: è lotta politica, non è un contenitore dove qualsiasi voce può trovare spazio. Men che mai voci trans-escludenti».

Al momento il comitato organizzatore non ha rilasciato dichiarazioni. A breve però è prevista una riunione per discutere sulla questione.

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