La situazione nel Mar Rosso continua a destare preoccupazione a livello europeo. Il deterioramento della sicurezza nella regione, infatti, sta già producendo ripercussioni sugli interessi dell’Unione europea e sulla navigazione commerciale internazionale.
A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dopo l’incontro con i ministri degli Esteri dell’Ue, l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha sottolineato il ruolo centrale dell’operazione europea Aspides.
«L’operazione europea Aspides sta fornendo un contributo fondamentale alla sicurezza nella regione e, più in generale, alla sicurezza della navigazione commerciale globale», ha dichiarato Kallas.
Secondo l’Alta rappresentante, tuttavia, l’operazione necessita di un rafforzamento delle proprie risorse per poter fronteggiare l’aumento delle minacce. «Aspides ha bisogno di ulteriori assetti navali e aerei», ha spiegato.
Kallas ha ricordato che, al momento della sua istituzione, era stato stimato il fabbisogno di almeno dieci navi. «La situazione, a mio avviso, è ancora più grave oggi, considerato l’aumento degli attacchi», ha aggiunto.
A rendere il quadro ancora più delicato contribuisce anche la chiusura dello Stretto di Hormuz, considerato uno dei principali snodi marittimi per il commercio internazionale. «Si tratta di una via d’acqua vitale per il commercio. Direi quindi che servirebbero più di dieci navi, ma al momento non disponiamo di un numero sufficiente», ha concluso Kallas.
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