L’inchiesta Nexus, che ha portato all’emissione di misure cautelari e interdittive nei confronti di esponenti politici e imprenditoriali del Comune di Siracusa, chiama in causa, seppure indirettamente, anche il sindaco di Noto, Corrado Figura. Sulla vicenda interviene l’onorevole Bruno Marziano, che chiede al primo cittadino di fare chiarezza sulle circostanze emerse e di riferire in Consiglio comunale.
Al centro della questione vi sono alcuni passaggi dell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, nei quali si fa riferimento a un presunto «sodalizio criminale» promosso e organizzato dall’appuntato capo dei carabinieri Salvatore Strazzulla, indicato come intermediario di politici e imprenditori siracusani, «nonché del sindaco di Noto Corrado Figura».
Secondo quanto riportato da notizie di stampa, inoltre, il 9 maggio 2025 si sarebbe svolto un incontro durante il quale, stando a quanto lo stesso Strazzulla avrebbe riferito con entusiasmo a un collega, gli sarebbe stato prospettato di ottenere un immobile di proprietà comunale, descritto come «un casale», per realizzare un bed and breakfast, in cambio di un presunto favore presso la Procura della Repubblica.
Un quadro che Marziano definisce «grave e inquietante», pur richiamando la necessità di distinguere le contestazioni emerse dalle eventuali responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.
«L’individuazione di eventuali responsabilità di carattere giudiziario spetta alla magistratura e, nei casi di procedimenti giudiziari, va rispettata la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio», sottolinea l’ex parlamentare.
Per Marziano, tuttavia, quando vicende di questo tipo coinvolgono, anche indirettamente, rappresentanti delle istituzioni, non è sufficiente attendere gli sviluppi giudiziari. «In casi come questo, in cui vengono investite autorità politiche ed amministrative, deve prevalere innanzitutto la responsabilità morale e politica», afferma.
Da qui l’appello rivolto direttamente al sindaco di Noto, al quale Marziano riconosce la possibilità di dimostrare la propria estraneità ai fatti, ma chiede al tempo stesso una presa di posizione pubblica e istituzionale.
«Personalmente spero che il sindaco possa dimostrare, nelle sedi competenti, la sua estraneità ai fatti. Ma questo, a maggior ragione, non lo esime dal parlare con chiarezza alla città e ai cittadini nella sede istituzionale naturale, cioè nel Consiglio comunale», dichiara.
La richiesta è dunque quella di un chiarimento pubblico da parte del primo cittadino, affinché possano essere dissipati i dubbi e le ombre sollevati dalle notizie relative all’inchiesta.
