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Minacciato sui social, Guastelluccia: “Non mi faccio intimidire”

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«Ho 24 anni, ci metto nome, cognome e faccia e non mi faccio intimidire da nessuno». Alex Guastelluccia, leader del comitato civico “Pachino Sicura”, risponde così al commento ricevuto sui social in relazione alle sue recenti posizioni sulla stagione venatoria. Nel messaggio, secondo quanto riferito dallo stesso Guastelluccia, viene scritto che i cacciatori potrebbero «farti pagare la tua arroganza». Una frase che il giovane considera grave e che, a suo giudizio, va ben oltre i limiti di un normale confronto.

«Si può essere in totale disaccordo con me, si possono contestare le mie parole e criticare ogni mia posizione – afferma Guastelluccia – ma quando si arriva a dire che qualcuno potrebbe “farmi pagare” per ciò che dice, si supera il limite del normale confronto».

Guastelluccia chiarisce anche la propria posizione sulla caccia, sottolineando di non essere contrario ai cacciatori, ma di chiedere semplicemente il rispetto delle regole. «Io non sono contro i cacciatori. Sono per il rispetto delle regole. Ho chiesto controlli, sicurezza, verifica delle licenze, delle distanze e del rispetto della normativa. Chi è in regola non ha nulla da temere dai controlli. È così che deve funzionare in uno Stato di diritto».

Ed è proprio sul tema della legalità che Guastelluccia ribadisce la propria determinazione, respingendo qualsiasi tentativo di trasformare una posizione pubblica in un attacco personale. «Quello che non accetto è che una richiesta di legalità venga trasformata in un attacco personale. Non permetterò a nessuno di trasformare il rispetto delle regole in un pretesto per colpire chi esprime liberamente la propria opinione».

Il giovane non sembra intenzionato a fare un passo indietro e rivendica con forza la scelta di esporsi pubblicamente: «Io non mi nascondo. Quando parlo, lo faccio pubblicamente, con il mio nome e cognome. Se qualcuno non condivide ciò che dico, venga a confrontarsi nel merito. Io ci metto la faccia. Gli altri ci mettano gli argomenti».

Per Guastelluccia il dissenso è parte naturale del confronto democratico, ma non può essere accompagnato da minacce o intimidazioni. «Il dissenso è legittimo. Gli insulti non cambiano le mie convinzioni e le intimidazioni non possono diventare uno strumento di confronto. Chi vuole contestarmi lo faccia con fatti, documenti e argomentazioni».

La sua conclusione è quindi senza esitazioni: «Non mi farete tacere e non arretrerò di un millimetro. Continuerò a parlare di sicurezza, legalità e rispetto delle regole. Continuerò a difendere il diritto di esprimere le mie opinioni e continuerò a farlo senza chiedere il permesso a nessuno».

A 24 anni, Alex Guastelluccia sceglie dunque di esporsi e di sostenere pubblicamente le proprie convinzioni, anche quando questo significa affrontare critiche e contestazioni. «Ho scelto di metterci la faccia e di stare dalla parte delle regole, delle istituzioni e della legalità. E da questa posizione non mi sposterà nessuno».

C. P.

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