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Oreshnik, il missile ipersonico di Putin che minaccia l’Europa

Velocità di 3 km/s e capacità nucleare: Mosca torna a usare l'arma strategica contro obiettivi ucraini

La Russia ha impiegato nuovamente il missile balistico ipersonico Oreshnik, sistema d’arma a medio raggio capace di eludere le difese antiaeree tradizionali grazie a una velocità superiore a Mach 10.

Tre lanci in sei mesi

Il debutto operativo risale al 21 novembre 2024, quando un complesso industriale a Dnipro, nel sud dell’Ucraina, è stato colpito per la prima volta. Il 9 gennaio 2025 un secondo lancio ha raggiunto un bersaglio nell’oblast’ di Leopoli. L’ultimo impiego nella notte scorsa, contro una località a circa 60 km da Kiev.

Caratteristiche tecniche

L’Oreshnik – dal russo “nocciòlo” – è classificato come sistema dual-use: può montare sia testate convenzionali che nucleari. Secondo analisi occidentali, è dotato di tecnologia MIRV (Multiple Independently Targetable Reentry Vehicles), in grado di trasportare più testate indipendenti.

La gittata stimata oscilla tra 3.000 e 5.500 chilometri, sufficiente a colpire gran parte del territorio europeo, come confermato dal comandante delle forze missilistiche russe dopo il primo utilizzo. Viaggia a 3 km al secondo – oltre dieci volte la velocità del suono, secondo Putin – attraversando l’alta atmosfera e risultando così difficilmente intercettabile dai sistemi ucraini.

Origini e sviluppo

Si ritiene che l’Oreshnik derivi dall’RS-26 Rubezh, missile balistico a raggio intermedio testato cinque volte ma mai entrato in servizio. Rispetto al predecessore, avrebbe uno stadio propulsivo in meno, con conseguente riduzione della gittata.

Il 1° agosto 2025 Vladimir Putin ha annunciato l’avvio della produzione in serie e la consegna del primo lotto alle truppe russe.

Strategia del Cremlino

Mosca presenta l’Oreshnik come risposta agli attacchi ucraini in territorio russo con droni e missili a lungo raggio forniti da Stati Uniti e Regno Unito, ma anche come deterrente rispetto al dispiegamento di sistemi missilistici americani a raggio intermedio in Europa e nell’area Asia-Pacifico.

Fonti statunitensi hanno minimizzato l’impatto dell’arma sugli equilibri del conflitto, ma ricordano che l’arsenale russo include anche missili balistici intercontinentali (ICBM), mai utilizzati finora da alcun Paese. Questi vettori, con gittata fino a 10.000 km e capacità di carico nucleare, potrebbero raggiungere la costa orientale degli Stati Uniti se lanciati dalla Russia.

By Redazione

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