CNA Siracusa chiede di rivedere la scelta di insediare il costituendo centro di prima accoglienza per circa 50 migranti all’interno dell’area artigianale PIP di Rosolini. La richiesta è stata formalizzata con una lettera inviata al Comune e alla Prefettura di Siracusa, dopo il sopralluogo congiunto dello scorso 4 settembre.
Al centro della posizione dell’associazione c’è la vocazione produttiva dell’area, nata per favorire lo sviluppo delle imprese artigiane e manifatturiere del territorio. CNA ricorda inoltre che nel luglio 2025 la stessa Amministrazione comunale aveva presentato all’Assessorato regionale alle Attività produttive una richiesta di finanziamento per la riqualificazione del PIP, definendolo uno spazio da rendere «più funzionale e attrattivo per le imprese».
Da qui la richiesta di individuare un sito alternativo per il centro, salvaguardando gli spazi destinati alle attività produttive, e di dare priorità al completamento delle reti elettrica e idrica dell’area. CNA propone inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze economiche locali prima di assumere decisioni definitive.
«Non mettiamo in discussione il principio dell’accoglienza né le funzioni della Prefettura – affermano la presidente di CNA Siracusa Rosanna Magnano e il presidente comunale Giuseppe Cicero –. Ma un’area nata per lo sviluppo delle imprese non può diventare il terreno di scelte che ne compromettono la vocazione produttiva senza un confronto preventivo».
Sul fronte tecnico, il segretario territoriale Gianpaolo Miceli sottolinea le criticità già segnalate dalle imprese nell’approvvigionamento elettrico e idrico: «Garantire infrastrutture adeguate alle attività produttive già operanti è una precondizione, non un’opzione».
CNA conferma infine la propria disponibilità al dialogo con Comune e Prefettura per individuare una soluzione capace di conciliare le esigenze dell’accoglienza con la tutela del tessuto produttivo locale.
