Sant’Agata Li Battiati, la svolta sui beni confiscati: parco pubblico, “BattiatiAut” e progetto “Dopo di noi”

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SANT’AGATA LI BATTIATI (CT) — La lotta alla criminalità organizzata compie un passo decisivo sul terreno economico e sociale attraverso il recupero dei patrimoni sottratti alle mafie. A Sant’Agata Li Battiati, la restituzione alla collettività degli immobili sequestrati ha impresso un forte segnale di riscatto civile, superando un blocco burocratico durato due decenni.

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La svolta nella gestione del patrimonio pubblico è stata illustrata dal primo cittadino Marco Rubino, che ha rivendicato con fermezza la netta inversione di rotta attuata dalla propria giunta amministrativa.

«I beni confiscati alla criminalità assegnati a questo Ente sono, allo stato, utilizzati nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti» — rileva il sindaco Marco Rubino. «Solo a partire dall’anno 2018, dopo ben vent’anni, con l’indirizzo di questa Amministrazione, gli stessi beni assegnati negli anni 1998-1999 hanno finalmente avuto una concreta destinazione».

Dal sequestro all’inclusione: la riqualificazione del patrimonio

L’operazione di riqualificazione ha interessato diversi complessi immobiliari rientrati nella piena disponibilità dell’Ente locale, riconvertiti in risorse operative per la cittadinanza:

  • Parco Pubblico: Un vasto appezzamento di terreno sottratto ai clan è stato trasformato in un’area verde curata e aperta a tutti i cittadini.
  • Pizzeria “BattiatiAut”: Progetto sociale ideato per creare concrete opportunità lavorative e percorsi d’integrazione per giovani con spettro autistico.
  • Progetto “Dopo di noi”: Al primo piano del medesimo immobile nasceranno alloggi protetti e dignitosi per offrire assistenza e autonomia ai ragazzi disabili rimasti privi del supporto familiare.

Sinergia istituzionale per il sociale

I due principali progetti di inclusione nascono da un lavoro di rete che vede coinvolti l’Amministrazione comunale, l’ASP di Catania, l’assessore alla Sanità Vittorio Lo Sauro e le associazioni del territorio, a dimostrazione di come la convergenza tra istituzioni e terzo settore possa trasformare un simbolo del sopruso in una risorsa attiva per la comunità.

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