Sciopero autotrasportatori: Salvini convoca il vertice a Milano, ma i tir restano fermi. Anci Sicilia: «Subito il taglio delle accise»

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PALERMO / MILANO – La crisi dell’autotrasporto e il caro carburante raggiungono una fase decisiva. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha ufficialmente convocato per martedì 20 ottobre a Milano i rappresentanti del Comitato di Coordinamento del Trasporto Siciliano (Cts), insieme alle delegazioni di Calabria e Puglia. L’obiettivo del vertice è la firma di un protocollo d’intesa che contenga le rivendicazioni storiche avanzate dalla categoria.

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Nonostante l’apertura del tavolo ministeriale, la protesta non si ferma: il blocco dei mezzi pesanti rimane confermato a oltranza.

Cts fermo sulle posizioni: «Senza firme il blocco continua»

I rappresentanti dell’autotrasporto siciliano accolgono con favore l’invito a Milano, ma chiariscono che la mobilitazione non verrà revocata fino all’ottenimento di garanzie scritte e vincolanti.

«Siamo fiduciosi che il ministro accoglierà le nostre richieste, che riteniamo vitali per il futuro del comparto. Tuttavia, vogliamo chiarire fin da ora che, senza la sottoscrizione ufficiale di tutti i punti richiesti, non verrà revocato alcun fermo dei servizi», ha precisato con nettezza Salvatore Bella, coordinatore del Comitato di Coordinamento del Trasporto Siciliano.

L’appello di Anci Sicilia: «Servono il taglio delle accise e fondi regionali»

A sostegno delle ragioni del comparto e preoccupata per le ripercussioni sull’intera economia isolana è intervenuta anche Anci Sicilia. L’Associazione dei Comuni, attraverso il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha sollecitato un intervento congiunto e coordinato tra Roma e Palermo.

  • Intervento Nazionale: «È indispensabile un intervento immediato che porti al taglio delle accise e all’abbassamento del costo del carburante alla pompa. Si tratta di una misura transitoria fondamentale. Il rischio concreto è il blocco totale di un sistema economico già profondamente fragile come quello siciliano».
  • Impegno della Regione: «Accanto all’intervento nazionale è necessario un impegno concreto del Governo regionale, anche attraverso l’impiego delle significative risorse dell’avanzo di amministrazione, per sostenere il comparto e contenere le ricadute della crisi su imprese e comunità locali».

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