CATANIA – Nella serata di venerdì scorso, Piazza Università si è trasformata ancora una volta in una viva “cittadella della ricerca”, accogliendo cittadini e turisti con una ricca kermesse di dimostrazioni, giochi, installazioni e attività interattive per celebrare la Scienza. Nonostante gli scrosci di pioggia che hanno colpito il centro storico, l’edizione 2026 di Sharper Night – la Notte europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici promossa dall’Università di Catania in collaborazione con l’agenzia Psiquadro e numerosi partner scientifici locali – ha registrato un bilancio ampiamente positivo.
«Sharper Night è uno dei momenti in cui l’Università riesce a mostrare con maggiore immediatezza la propria natura di comunità aperta», ha dichiarato il rettore Enrico Foti. «Vedere le nostre ricercatrici e i nostri ricercatori nelle piazze, incontrare famiglie, giovani e studenti significa rendere la ricerca vicina, accessibile, capace di suscitare curiosità e partecipazione».
I numeri dell’evento e il valore scientifico per il territorio
A sottolineare il grande impegno organizzativo è stata anche la delegata alla Terza Missione, Margherita Ferrante: «Un lavoro corale dell’Ateneo durato mesi. Quest’anno abbiamo voluto avvicinare soprattutto giovani e bambini, facendo comprendere che la scienza è un patrimonio comune alla portata di tutti. Fondamentale anche il coinvolgimento del Terzo settore per rafforzare il tessuto sociale e offrire opportunità concrete alle nuove generazioni».
I numeri testimoniano la portata imponente della manifestazione:
- 1.500 operatori sul campo tra docenti, personale, studenti, dottorandi e assegnisti di ricerca.
- 180 eventi complessivi e 56 stand espositivi ed esperienziali (41 in Piazza Università e 15 al Palazzo della Cultura nel Cortile Platamone).
- Partecipazione di tutti i 17 Dipartimenti dell’Ateneo, insieme alla Scuola Superiore dell’Università di Catania e alla Fondazione Siciliae Studium Generale.
