Un finanziamento nazionale da un miliardo di euro destinato al potenziamento delle infrastrutture idriche, alla riduzione delle perdite di rete, alla sicurezza degli impianti e alla digitalizzazione del servizio. Un’opportunità importante per i territori alle prese con criticità strutturali nel settore dell’acqua, ma che, secondo quanto denunciato dal deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata, non sarebbe stata colta dalla provincia di Siracusa.
Al centro della vicenda c’è il bando SFNIISSI, lo Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, pubblicato il 30 aprile 2026. Le candidature potevano essere presentate dal 6 maggio e, dopo una proroga, fino all’8 giugno scorso.
Secondo le verifiche richiamate dal parlamentare, il territorio siracusano non avrebbe partecipato alla procedura, nonostante le note esigenze di ammodernamento della rete idrica provinciale.
«È un fatto che merita chiarimenti immediati – afferma Cannata –. Quando il Governo mette a disposizione risorse per migliorare le reti, ridurre le perdite e modernizzare le infrastrutture, un territorio come quello siracusano deve essere pronto a cogliere ogni opportunità».
Alla scadenza del bando, Aretusacque risultava già formalmente costituita e aveva sottoscritto la convenzione con l’ATI Siracusa per la gestione del servizio idrico integrato provinciale. Per questo, secondo il deputato, la questione non riguarderebbe soltanto la nuova società di gestione.
«Occorre capire quale attività sia stata svolta dall’ATI Idrico di Siracusa, dalla struttura tecnica e da tutti i soggetti chiamati a programmare e accompagnare gli investimenti nel servizio idrico provinciale», sottolinea Cannata, che pone una serie di interrogativi: dall’eventuale esistenza di progetti candidabili alla verifica dei requisiti richiesti dal bando, fino alle iniziative concretamente adottate per consentire al territorio di partecipare.
Il parlamentare richiama inoltre il ruolo del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque, insediato da circa un anno e chiamato a vigilare sulle scelte strategiche della società.
«È legittimo chiedersi quali iniziative siano state assunte rispetto alle opportunità di finanziamento disponibili e quali verifiche siano state effettuate nell’interesse del territorio», osserva.
La misura nazionale finanziava interventi per l’efficienza della risorsa idrica, la resilienza delle infrastrutture, la riduzione delle perdite e la digitalizzazione delle reti, aspetti che incidono direttamente sulla qualità del servizio e sui costi sostenuti da cittadini, imprese e Comuni.
