Scontro politico sulla gestione del servizio idrico in provincia di Siracusa. Il deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata critica duramente le dichiarazioni del presidente dell’ATI, Francesco Italia, sulla mancata partecipazione della provincia a un importante bando nazionale da un miliardo di euro destinato alle infrastrutture idriche.
Secondo Cannata, le spiegazioni fornite da Italia non rappresentano una giustificazione, ma la conferma del fallimento della programmazione portata avanti negli ultimi anni. Il parlamentare sottolinea come un territorio che da tempo denuncia perdite d’acqua, reti obsolete e carenze infrastrutturali avrebbe dovuto essere nelle condizioni di accedere alle principali opportunità di finanziamento disponibili.
Cannata contesta anche i risultati ottenuti nell’ambito del bando FESR Sicilia 2021-2027, evidenziando che, su 21 Comuni della provincia, risultano finanziati soltanto due interventi, nei Comuni di Noto e Sortino. Un dato che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, dimostrerebbe le difficoltà della governance del sistema idrico provinciale.
Nel mirino finiscono inoltre alcune candidature escluse o dichiarate non ammissibili per carenze documentali. Circostanze che, per Cannata, sollevano interrogativi sull’efficacia della struttura tecnica e sulle attività di coordinamento e supporto ai Comuni.
L’esponente politico annuncia quindi la richiesta di accesso agli atti relativi sia al bando nazionale sia al programma FESR, con l’obiettivo di verificare le procedure seguite, le valutazioni effettuate e le ragioni che hanno portato all’esclusione di diversi interventi.
“Quando si parla di acqua – afferma Cannata – non sono in gioco equilibri politici ma investimenti, infrastrutture e servizi essenziali. I cittadini hanno diritto di sapere perché il territorio si sia fatto trovare impreparato davanti a opportunità così importanti”.
