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Scontro Musumeci – Borrelli su sfollati dei Campi Flegrei: “antenati di Musumeci sugli alberi a mangiare banane quando là c’era la civiltà”

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Una frase al centro della querelle e polemica tra il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il ministro della Protezione civile Nello Musumeci sul caso dei fondi e gestione degli sfollati per terremoto ai Campi Flegrei.

La dichiarazione diventata polemica è stata quella rilasciata dal parlamentare Borelli ai microfoni di Radio Cusano «La presenza dei puteolani nei Campi Flegrei è millenaria. Gli antenati di Musumeci stavano ancora sugli alberi a mangiare banane quando là già c’era la civiltà».

Uno scontro a colpi di civiltà e supremazia seguito dalla reazione del ministro Musumeci sulla pagina social: «Prima di fare battute sui siciliani, faccia un salto in libreria. Se davvero pensa che in Sicilia nel passato stavamo ancora sugli alberi a mangiare le banane il problema non è la Sicilia, ma il programma di storia che si è perso. La mia isola ha qualche migliaio di anni di civiltà da raccontare. Lui, invece, è riuscito solo a raccontare la sua disarmante ignoranza“.

A intervenire sulla vicenda anche il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha definito le parole del deputato “offensive e indegne del confronto istituzionale. Deridere un intero popolo con stereotipi banali non è satira, ma un’offesa a milioni di siciliani e alla loro storia. La Sicilia merita rispetto, non pregiudizi“. Da qui, la richiesta di scuse pubbliche e formali.

Il Partito Democratico, nel frattempo, con il deputato Marco Sarracino ha preso le distanze dai toni della polemica ma ha attaccato il decreto del Governo, definendo il Ministro Musumeci inadeguato a gestire l’emergenza e accusandolo di aver abbandonato le centinaia di famiglie sfollate.

Cosa prevede il decreto del Governo per i Campi Flegrei

Mentre la polemica imperversa, al momento le famiglie sfollate per il terremoto del 31 luglio che ha colpito i Campi Flegrei sarebbero oltre 700 e 57 gli edifici inagibili, oltre alla mancanza di tutele che ha generato proteste. Il decreto del Governo, in questo caso, prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro e:

  • Un contributo per l’Autonoma Sistemazione (CAS), contributi economici diretti per i nuclei familiari costretti ad abbandonare la propria casa a causa di inagibilità, con coperture fissate a 1,875 milioni di euro per il 2026 e 4,5 milioni di euro per il 2027. L’aiuto è esteso retroattivamente anche a chi ha subìto sgomberi per i terremoti da maggio a settembre 2025 e a maggio 2026.
  • La riqualificazione sismica e riparazioni con un fondo destinato alla riparazione delle abitazioni e all’adeguamento sismico. Il bonus pubblico per la riqualificazione sismica è al 70% per gli immobili dell’area flegrea.
  • La proroga della Struttura di Protezione Civile dedicata alla gestione dell’emergenza nell’area fino al 31 dicembre.

Il decreto non comprende però delle somme di denaro per il ristoro, l’esenzione dai tributi per le attività turistiche e imprenditoriali in ginocchio per il terremoto, un piano per la riparazione delle condotte idriche danneggiate e la conta danni stimati solo mediante segnalazioni. Niente finanziamenti agevolati, garanzie statali o detrazioni fiscali per chi non ha il 30% per gli immobili dell’area flegrea.

Le problematiche che stanno affrontando i cittadini nei Campi Flegrei

Nel frattempo, il Pd evidenzia quelle che sono le difficoltà a cui stanno facendo fronte i cittadini nei Campi Flegrei sottolineando come “Ai Campi Flegrei non servono altre passerelle o parole di circostanza: servono case sicure, condotte idriche riparate e risorse certe“. Le difficoltà poste al centro dell’opinione pubblica e politica includono:

  • Sfollamenti e assenza di aiuti con centinaia di famiglie sono fuori casa e chi ha la casa inagibile continua a pagare affitti e mutui senza alcun sostegno adeguato
  • Imprese in ginocchio, specie le strutture turistiche: gli alberghi registrano perdite fino al 50%, disdette con anche ristoranti e botteghe al limite in piena stagione estiva
  • Condotte idriche a secco che stanno causando disagio ai cittadini
  • Mappatura del rischio e controlli sugli edifici che avvengono solo su segnalazione
  • Contributo statale per le riparazioni al 70% lascia il rimanente 30% sulle spalle dei privati
  • Niente proroga per il personale tecnico che gestisce l’emergenza da tre anni.

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