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Taormina: il Nabucco inclusivo e illuminato dall’Etna fa sognare

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L’Etna incendia da lontano, mentre mille luci vitali illuminano lo sfondo del Teatro Antico di Taormina, dove il Va pensiero del Nabucco di Verdi è diventato immortale.

Una serata memorabile e di grande impatto visivo ed emozionale, quella del 7 agosto, che ha registrato un successo di pubblico con tutto esaurito.

Un evento frutto della grande produzione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra che nasce dall’intesa tra il Coro Lirico Siciliano e la Fondazione Taormina. Insieme hanno dato vita a una serata, in cui la scenografia ha dominato e conversato con la bellezza della natura, merito di mamma Etna in piena attività lavica.

Alla guida dell’Orchestra Sinfonica del Festival e della Filarmonica di Catania, il Maestro Salvador Vázquez, alla regia Salvo Dolce che ha ricreato una sinergia tra la pietra millenaria, le scenografie fluttuanti ed etree di Matteo Capobianco, i solenni e raffinati abiti d’epoca ideati da Sonia Cammarata, le luci di Gabriele Circo e le coreografie delineate di Sarah Lanza ed eseguite dal Corpo di Ballo del Festival.

Preponderante la presenza del Coro Lirico Siciliano istruito da Francesco Costa che ha emozionato con il Va pensiero.

Foto di Pierpaolo Papalia

Cast vocale e rappresentazione in Lis

Di grande rilevanza il cast vocale guidato dal baritono Badral Chuluumbaatar, che ha infuso autorevolezza e sensibilità a un tormentato Nabucco; il soprano Elena Mosuc ha ammaliato la cavea con l’ardito ruolo di Abigaille; Khurelbaatar Oyunchimeg solenne con il profeta Zaccaria è stato affiancato dal limpido ed energico slancio lirico di Matteo Mezzaro (Ismaele) e dalla delicata partecipazione emotiva di Anna Pennisi (Fenena). Insieme alle prove di Pietro Di Paola (Abdallo) e Xue Jia (Anna).

Il punto più alto di commozione e di valore sociale è avvenuto con la storica interpretazione in simultanea nella Lingua dei Segni Italiana (LIS), che ha suscitato la partecipazione della comunità sorda presente in anfiteatro: un letto di mani aperte ondeggiavano nell’aria sotto il cielo stellato che ha trasformato la fruizione dell’opera in una festa inclusiva, universale e senza barriere.

La serata si è conclusa tra applausi e standing ovation per un’opera Verdiana senza tempo, inclusiva e invasa dalla bellezza luminosa e impetuosa della natura.

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