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Sebastiano Lo Monaco, il figlio di Floridia che fece del teatro la sua casa.

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Attore, regista, drammaturgo e interprete raffinato della tradizione pirandelliana: la storia di un artista siciliano che portò il nome di Floridia sui grandi palcoscenici italiani.
Oggi riposa nella sua città natale.
Ci sono artisti che appartengono al palcoscenico e altri che, con il tempo, finiscono per appartenere alla memoria collettiva. Sebastiano Lo Monaco appartiene a entrambe le categorie.
Nato a Floridia, in provincia di Siracusa, il 18 settembre 1958, Lo Monaco ha costruito una carriera lunga e prestigiosa, diventando uno dei protagonisti più autorevoli del teatro italiano contemporaneo. È morto il 16 dicembre 2023, a 65 anni, dopo una lunga malattia.
Ma raccontare Lo Monaco soltanto attraverso il suo curriculum significherebbe perdere la parte più importante della sua storia: il rapporto profondo con la Sicilia e, soprattutto, con Floridia.
Dalla provincia siciliana ai grandi palcoscenici
La sua formazione passa dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, una delle istituzioni più importanti della formazione teatrale italiana.
Dopo gli anni della formazione, Lo Monaco intraprende una carriera che lo porterà a confrontarsi con alcuni dei grandi nomi della scena italiana, tra cui Enrico Maria Salerno, Salvo Randone, Adriana Asti e Annamaria Guarnieri.
Nel 1989 diventa capocomico e produttore dei propri spettacoli, costruendo progressivamente una propria identità artistica. Il suo teatro guarda ai grandi classici, ma non li tratta come reperti da museo: li porta nel presente, cercando nei loro personaggi le inquietudini dell’uomo contemporaneo.
Ed è qui che entra in gioco Luigi Pirandello.
Pirandello, una seconda patria
Pochi interpreti hanno avuto con Pirandello un rapporto tanto intenso. Lo Monaco ha portato in scena alcuni dei testi fondamentali del drammaturgo agrigentino: Enrico IV, Così è (se vi pare), Il berretto a sonagli, Questa sera si recita a soggetto, Sei personaggi in cerca d’autore e Non si sa come.
Non era soltanto un interprete.
Era un profondo conoscitore dell’universo pirandelliano, capace di attraversarne le contraddizioni, le maschere, la solitudine e quella sottile linea che separa ciò che siamo da ciò che gli altri vedono di noi.
La sua attività artistica lo portò inoltre a dirigere importanti istituzioni teatrali: fu direttore artistico del Teatro Vittorio Emanuele di Messina dal 2000 al 2004, del Teatro Tina di Lorenzo di Noto e, dal 2015 al 2020, della Fondazione Teatro Luigi Pirandello di Agrigento.
Non soltanto teatro
Il suo talento non rimase confinato al palcoscenico.
Lo Monaco lavorò anche per il cinema e la televisione, comparendo in produzioni come Festa di laurea di Pupi Avati, Dove siete? Io sono qui di Liliana Cavani e I Viceré di Roberto Faenza. Sul piccolo schermo partecipò, tra le altre, a produzioni come La piovra, Joe Petrosino e Il commissario Montalbano.
Ma il teatro rimase il centro della sua esistenza.
Anche l’impegno civile trovò spazio nel suo percorso artistico. Significativa, in questo senso, la sua esperienza con “Per non morire di mafia”, tratto dal testo di Pietro Grasso: un lavoro nel quale il teatro diventava strumento di riflessione e denuncia.
E poi c’è Floridia.
La città che lo aveva visto nascere non fu mai soltanto un luogo geografico nella biografia di Lo Monaco. Fu una parte della sua identità.
Nel giorno della sua morte, il sindaco Marco Carianni lo definì un autentico interprete dell’identità floridiana, ricordando come Lo Monaco fosse stato prima figlio e poi padre di una comunità che aveva avuto l’onore di vederlo raggiungere i più importanti palcoscenici.
Quando arrivò il momento dell’ultimo saluto, Floridia lo accolse nuovamente.
Dopo le esequie celebrate a Roma, il feretro fu trasferito in Sicilia. Il 22 dicembre 2023, nella Chiesa Madre di Floridia, la comunità si riunì per l’ultimo saluto. Successivamente la salma fu tumulata nel cimitero di Floridia, dove oggi Sebastiano Lo Monaco riposa nella sua città natale.
Il sipario si è chiuso, ma non la memoria
La parabola di Sebastiano Lo Monaco racconta qualcosa di profondamente siciliano: quella capacità di partire da una piccola comunità e arrivare lontano senza recidere mai le proprie radici.
Da Floridia ai grandi teatri italiani, dalle opere di Pirandello al cinema e alla televisione, Lo Monaco ha costruito un percorso nel quale l’attore non ha mai cancellato l’uomo e il successo non ha mai cancellato il luogo da cui era partito.
Oggi, nel silenzio del cimitero della sua Floridia, non ci sono più applausi, luci di scena né quinte da attraversare.
Resta però una storia.
Quella di un ragazzo siciliano che un giorno lasciò la provincia per inseguire il teatro e che, dopo aver calcato i grandi palcoscenici, è tornato definitivamente a casa.
E forse è proprio questa l’ultima scena più bella della sua vita:
Sebastiano Lo Monaco è partito da Floridia per conquistare il teatro italiano.
E a Floridia è tornato per restare nella memoria della sua gente.

Solarino festeggia il nuovo risultato sportivo di Alessia Tuccitto, che ha conquistato la medaglia d’argento a squadre ai Campionati Europei di maratona femminile.

A rivolgerle un messaggio di congratulazioni è stato il sindaco Tiziano Spada, che in un post sui social ha espresso orgoglio e soddisfazione per il traguardo raggiunto dall’atleta. “Un altro importante traguardo per Alessia, frutto di talento, sacrificio e determinazione, che ci rende ancora una volta orgogliosi di lei e dei colori che porta con sé in Europa”, ha scritto il primo cittadino.

Spada ha poi concluso il suo messaggio con un augurio rivolto direttamente all’atleta: “Bravissima Alessia, Solarino è orgogliosa di te”.

Il risultato ottenuto da Tuccitto rappresenta un nuovo motivo di orgoglio per la comunità solarinese, che segue con attenzione e partecipazione il percorso sportivo dell’atleta.

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