L’attività eruttiva dell’Etna e le conseguenti sospensioni e limitazioni dell’operatività dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa hanno avuto ripercussioni che vanno ben oltre il traffico aereo, colpendo l’intera filiera economica e turistica siciliana. Secondo l’ultimo aggiornamento delle stime di Assoesercenti Nazionale, l’impatto complessivo sull’ospitalità e sui servizi potrebbe arrivare a circa 22 milioni di euro.
La fotografia dell’emergenza restituisce un quadro particolarmente critico per lo scalo etneo. Nel periodo preso in esame erano circa 1.900 i voli programmati: il 36% è stato cancellato, pari a 684 movimenti aerei soppressi.
Altri 630 collegamenti sono stati invece riprotetti o dirottati verso aeroporti alternativi. Sulla base del dato medio contenuto nel Bilancio di Sostenibilità di SAC, pari a 152,7 passeggeri per movimento commerciale, Assoesercenti stima in circa 104.400 i passeggeri teoricamente coinvolti dalle cancellazioni.
Considerando prudenzialmente che la metà dei viaggiatori rimasti a terra fosse diretta in Sicilia per motivi turistici, la platea dei potenziali visitatori mancati arriverebbe a circa 52.200 persone.
