Ortigia soffoca sotto la pressione turistica e, a pochi chilometri di distanza, la Riserva Naturale Orientata Fiume Ciane e Saline torna al centro delle polemiche dopo l’incendio segnalato nel pomeriggio del 25 agosto.
A intervenire è il Comitato Civico Progresso & Legalità, che pone una domanda diretta alle istituzioni: chi vigila realmente sulla Riserva e con quali uomini e mezzi?
Il Comitato punta il dito contro quello che definisce un modello amministrativo nel quale “il turismo si conta, i problemi si contemplano e le responsabilità evaporano”. Il riferimento è innanzitutto a Ortigia, dove i circa 4.000 residenti devono convivere, nei periodi di maggiore afflusso, con una presenza che può superare le 15.000 persone.
Tra traffico, rumore, pressione sui servizi, consumo delle risorse e problemi di decoro, secondo Progresso & Legalità, il turismo rischierebbe di essere gestito più come strumento di promozione che come fenomeno da governare.
La domanda sulla Riserva Ciane-Saline
Il passaggio più delicato riguarda però la Riserva naturale. Il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ente gestore dell’area, indica tra le proprie competenze anche la vigilanza e il monitoraggio ambientale.
Il Comitato richiama inoltre lo stanziamento regionale di 259.394,01 euro per il 2026 destinato al personale di ruolo assegnato alla vigilanza della Riserva, dipendente dal X Settore del Libero Consorzio, guidato dal capo settore Sergio Angelotti.
Da qui una serie di interrogativi che Progresso & Legalità chiede di affrontare pubblicamente: quante sono le unità effettivamente impiegate nella vigilanza? Quali sono le turnazioni? Con quali mezzi operano gli addetti? Quanti sopralluoghi vengono effettuati? Quali interventi di prevenzione degli incendi sono stati realizzati?
E ancora: esistono relazioni di servizio relative ai giorni precedenti e successivi all’incendio del 25 agosto? Chi dirige operativamente la Riserva? Quali obiettivi sono stati assegnati alla struttura?
“Meno comunicati, più dati”
Il Comitato chiede di superare quella che definisce la logica delle “passerelle” e dei comunicati autocelebrativi.
Nel mirino finiscono anche i progetti e gli investimenti rivendicati negli ultimi mesi dal presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, compreso il finanziamento superiore ai 5,5 milioni di euro. Iniziative che hanno ricevuto anche critiche da parte di esponenti ambientalisti, che ne hanno contestato la coerenza rispetto alle emergenze concrete dell’area.
