Un appello che non smette di fare rumore – per scuotere forze politiche, istituzioni locali e rappresentanti dei Liberi Consorzi di Siracusa, Catania e Ragusa, quello dei rimborsi per il SISMA 90 – lanciato dalla Cgil.
Il sindacato denuncia dopo oltre trent’anni e interventi normativi “un’ingiustizia tra chi ha ottenuto il rimborso“, anche grazie alla nuova fase di liquidazione avviata dall’Agenzia delle Entrate nel dicembre 2024 per chi aveva presentato domanda nei termini e chi invece è rimasto escluso, in particolare coloro che hanno presentato l’istanza oltre i termini previsti“.
Dopo la mancata approvazione delle proposte parlamentari del 2025 sulla riapertura dei termini per la presentazione delle domande, la CGIL di Siracusa chiede la convocazione di un tavolo con il Consiglio interprovinciale tra Siracusa, Catania e Ragusa, perché le istituzioni unite possano sostenere una soluzione legislativa definitiva.
Domenica 6 settembre è previsto un momento di confronto e di assunzione di responsabilità collettiva. Per la CGIL di Siracusa è necessario che la politica assuma un impegno concreto per accelerare il percorso verso il riconoscimento del rimborso del 90%, anche a coloro che sono stati esclusi per ragioni procedurali.
Obiettivo: un principio di equità, perché “I diritti non possono dipendere dalla data di una domanda quando i presupposti sostanziali sono gli stessi. È il momento che le istituzioni diano una risposta concreta, giusta e definitiva a tutti i cittadini ancora in attesa del riconoscimento di un loro diritto“.
