La campagna cerealicola 2026 presenta un quadro positivo sul piano delle rese e della produzione del grano tenero, ma ancora critico per la redditività delle imprese. È quanto emerge dall’analisi del Coordinamento cerealicolo di Legacoop Agroalimentare, in attesa delle misure per il settore contenute nel collegato agricolo “Coltiva Italia”, in approvazione a ottobre.
Grano duro e grano tenero
Le superfici coltivate a grano duro calano del 15%. La contrazione è dovuta al maltempo, che ha ostacolato le semine, e agli orientamenti degli agricoltori verso altre colture.
Il grano tenero cresce del 12,5% e, grazie alle maggiori rese per ettaro, registra una produzione complessiva in aumento del 27,29%.
| Coltura | Andamento della campagna 2026 |
| Grano duro | Superfici in calo del 15% |
| Grano tenero | Superfici in crescita del 12,5% e produzione in aumento del 27,29% |
Si tratta di una delle migliori annate degli ultimi 15 anni, anche se i risultati produttivi non bastano a riportare i conti delle imprese in equilibrio.
Le altre colture
Tra le altre colture aumentano le superfici a orzo, che crescono dell’1,46% in ettari e del 16,62% in quantità, a farro (+49,84%), a colza (+99,71%) e a favino e pisello proteico (+12,67%). L’avena è invece in netta flessione, con un calo del 27,21%.
| Coltura | Variazione |
| Orzo | +1,46% in ettari e +16,62% in quantità |
| Farro | +49,84% |
| Colza | +99,71% |
| Favino e pisello proteico | +12,67% |
| Avena | -27,21% |
Differenze regionali e tecniche di coltivazione
La raccolta cerealicola è stata rapida e asciutta, ma caratterizzata da forti squilibri regionali.
In Emilia-Romagna si registrano rese record: 80-85 quintali per ettaro per il grano tenero e 65-70 quintali per ettaro per il grano duro.
La Toscana perde fino al 35-40% del grano duro a causa del maltempo di inizio anno.
Le tecniche a bassa intensità si avvicinano ai risultati della lavorazione convenzionale.
Costi e redditività
I risultati agronomici e qualitativi si scontrano con una pesante realtà di mercato: i costi di produzione sono aumentati di 150-200 euro per ettaro, nell’ordine di diverse centinaia di euro per ettaro.
Sul fronte commerciale, dopo una fase di forte debolezza, i prezzi di alcuni cereali mostrano segnali di recupero, ancora insufficienti però a ristabilire una redditività adeguata per le imprese.
| Il peso dei costi sul grano duroPer il grano duro i costi oscillano tra 2.200 e 2.700 euro per ettaro. Agli attuali prezzi sarebbe necessaria una resa aggiuntiva di circa 25 quintali per ettaro, quasi il 40%, per coprire le spese. |
Proposte per il settore
Secondo il Coordinamento cerealicolo di Legacoop Agroalimentare, per tutelare i produttori occorre puntare sui contratti di filiera di lungo periodo e sulle misure del collegato agricolo “Coltiva Italia”.
- Credito d’imposta per la trasformazione che acquista grano italiano.
- Rifinanziamento del Fondo per la sovranità alimentare.
- Moratoria sui crediti.
- Via libera all’irrorazione con droni.
