Siracusa, “Io resto al Sud”: focus su giovani e parità di genere

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Quali condizioni può offrire la Sicilia ai suoi giovani in fuga e che desiderano tornare nella propria terra? Questo, il tema della conferenza “Io resto al Sud: al Circolo Unione di Siracusa”. Un’iniziativa, promossa dal Lions Club Eurialo di Siracusa che ha riunito Kiwanis, Soroptimist, Confindustria e Associazione Giuriste per affrontare il tema della permanenza dei giovani nel Sud Italia.

La conferenza è stata aperta dal presidente del Circolo Unione, Gaetano Bordone che ha dato il benvenuto ai partecipanti. All’incontro hanno aderito le più autorevoli realtà associative, imprenditoriali e professionali del territorio moderato dalla giornalista Monica Cartia.


Il tema della parità di genere come leva di sviluppo ha aperto l’incontro con Silvia Leone, Presidente del Lions Club Siracusa Eurialo che ha evidenziato la necessità di operare per creare condizioni che incoraggino i giovani a rimanere nel territorio valorizzandone competenze e professionalità. Il fenomeno della “fuga dei cervelli”, infatti, non è solo una perdita di competenze, ma anche un impoverimento economico e sociale che colpisce la collettività. Il mondo dell’associazionismo chiede di fare rete con le istituzioni, le imprese e il mondo accademico, per diffondere consapevolezza e mettere in campo provvedimenti sempre mirati e fattivi.

Partecipazione femminile, stereotipi e mobilità

Gli interventi di Nelly Greco Bellina, presidente del Kiwanis Club di Siracusa, e Antonio Davì, luogotenente governatore della Divisione 3 Sicilia Sud-Est Kiwanis hanno posto l’accento sugli stessi temi. Mentre Bellina ha illustrato il progetto scolastico ASOC (A Scuola di Open Coesione), Davì ha ripercorso il lungo iter della partecipazione femminile al mondo dell’associazionismo, e il superamento degli stereotipi di genere e condizionamenti culturali.

Giorgio Di Pietro, presidente della VII Circoscrizione Distretto Lions 108Yb Sicilia ha affrontato il rapporto tra divario territoriale nord- sud e politiche di sviluppo, facendo un analisi storica del fenomeno, e discutendo di evoluzione degli strumenti di intervento e ingenti risorse mobilitate nel corso dei decenni: dalla Cassa per il Mezzogiorno ai fondi europei fino al PNRR.


Parlando anche di mobilità. Quando infatti un giovane parte grazie ai sacrifici della famiglia e della comunità si assiste a una perdita di risorse e il vero problema consiste nella mancanza di condizioni adeguate a tornare. Per questo occorre partire dalla valorizzazione delle risorse, specie quella spesso sottoutilizzata: il lavoro delle donne. “La parità di genere non è solo una questione di giustizia sociale, è una questione economica. Occorre costruire un ecosistema in cui una giovane donna del sud non sia costretta a scegliere tra famiglia, professione e impresa. Le politiche pubbliche possono fare davvero la differenza nel mettere in campo le misure più idonee a “trasformare la Sicilia da luogo dal quale partire a luogo in cui investire”.

Donne e parità di genere: la case history di Pupillo

La condizione delle giovani donne è stata anche al centro dell’intervento di Valeria Pagano, presidente del Soroptimist Club di Siracusa: “professioniste e laureate siracusane che, pur con competenze elevate, sono costrette a trasferirsi altrove per trovare adeguate opportunità lavorative”. Ha fatto seguito l’intervento di Antonella Rollo, Assistant Program Director del Soroptimist che, indicando l’indipendenza economica come strumento per ampliare la capacità di scelta delle giovani generazioni, ha presentato il progetto “Educare a Contare”, realizzato con la Consob per promuovere l’educazione finanziaria nelle scuole.

Lucia Tuccitto, presidente nazionale dell’Associazione Giuriste, ha posto poi l’accento sulla necessità di modificare radicalmente la narrazione sul Mezzogiorno e sulle donne, perché “restare a sud non sia una rivendicazione ma il desiderio di una società egualitaria”.

Testimonianza dal mondo dell’impresa è stata quella di Carmela Pupillo. Imprenditrice del settore vitivinicolo che, conseguita una laurea in lettere, ha scelto di tornare a casa per prendersi cura dell’azienda di famiglia. Sfidando diffidenze e difficoltà, dall’accesso al credito ai pregiudizi di genere, ed è riuscita a creare innovazione esportando oggi il suo marchio nel mondo.

È intervenuta poi Valeria Di Maria, ingegnere ambientale, che ha illustrato il tema della certificazione della parità di genere e dei possibili effetti positivi sulle aziende in termini di cultura organizzativa e strumenti di incentivazione. Il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, ha definito centrale per il mondo produttivo la possibilità di trattenere competenze nel territorio, richiamando strumenti come la certificazione di parità UNI/PdR 125 e le Zone Economiche Speciali.

Giovani imprenditori e meritocrazia

Il punto di vista dei giovani imprenditori è stato esposto da Lelia Crispino, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Siracusa, che ha illustrato il progetto “Il tuo futuro, che impresa!”, nato per avvicinare gli studenti delle scuole superiori alla cultura d’impresa.

La serata poi ha visto anche l’intervento del presidente di Confindustria Sicilia, Diegon Bivona, che ha evidenziato l’importanza della meritocrazia e qualità della vita come elementi utili a trattenere i giovani. Infine, Franca Mandanici, rappresentante della Consulta femminile, ha riportato alcune esperienze positive ma anche la testimonianza delle difficoltà burocratiche nell’accesso ai finanziamenti.

A fine conferenza, la Presidente Silvia Leone ha ribadito la necessità di rafforzare l’orgoglio per il Mezzogiorno: “Scegliere di restare a Sud non deve equivalere a mortificare il proprio talento, né rinunciare alle proprie ambizioni; perciò, occorre operare in sinergia, per costruire tutti insieme le condizioni concrete affinché le eccellenze del Mezzogiorno possano trasformarsi in semi di sviluppo da far crescere nei luoghi d’origine”.

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